Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
L’Asinara, la giostra delle nomine annunciate
21/02/2010
autore: GIANNI BAZZONI
Gli ambientalisti: commissario straordinario senza poteri e presidente che ancora non c’è SASSARI. Un commissario straordinario senza poteri, un presidente-sindacalista annunciato e poi congelato, un altro presidente-avvocato che, anche lui, ha dato la disponibilità «ma non ho ricevuto niente». Non c’è pace per l’Asinara: a un mese dalla primavera - quando, come si dice, comincia la stagione dei parchi - l’ente di gestione non ha ancora una guida, ed è stato sprecato tutto il tempo a disposizione per prepararsi adeguatamente ad accogliere i visitatori. Così, più che di programmazione ci si troverà, purtroppo, a parlare ancora di emergenza. Con una forte penalizzazione del territorio che continua a disporre di una risorsa preziosa dalle potenzialità inespresse.
«E’ uno dei tanti giochi allo sfascio per ragioni politiche - afferma Stefano Deliperi, del Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra - anzi, nel caso specifico, partitiche. L’Asinara ha bisogno di gestione, di un intervento attento e continuo non di azioni sporadiche. Rivolgiamo una richiesta esplicita al ministro dell’Ambiente affinchè ponga fine a questa situazione di precarietà. Altrettanto chiediamo al presidente della giunta regionale: l’Asinara è una risorsa ambientale conosciuta in tutta Europa e deve essere gestita da persone competenti, che abbiano voglia di lavorare con intelligenza per salvaguardare e valorizzare un patrimonio così importante».
Dal ministero dell’Ambiente non arrivano segnali. Non c’è traccia del decreto di proroga del funzionario del dicastero Silvio Vetrano (che tra l’altro avrebbe già fatto le valigie), e l’ultimo nome «a tempo» circolato è quello dell’avvocato Giancarlo Cugiolu, ex presidente dell’Ordine degli avvocati di Sassari. Anche lui, come Arnaldo Melissa, segretario generale della Uil, ha dato la disponibilità - dopo essere stato consultato da politici del centrodestra - ma la nomina non c’è.
Parco nazionale senza guida, dunque, e in attesa che i giochi di potere consentano la prevalenza di una forza piuttosto che di un’altra. A farne le spese, ovviamente, l’isola-parco di 52 chilometri quadrati che è come una città problematica, bisognosa di una gestione ordinaria, di continuità di azione e non di accelerate, brusche frenate e lunghe pause.
«Il parco dell’Asinara è nato dal basso, fortemente voluto dalla comunità locale - dice Vincenzo Tiana, presidente regionale di Legambiente - e dalla Regione che ci aveva creduto molto e voleva farne un modello di sviluppo. Per questo, in una fase così preoccupante, ci aspettiamo un ruolo istituzionale forte da parte della giunta regionale, cosa che non abbiamo visto finora».
Per Vincenzo Tiana, «Regione, Provincia e Comune di Porto Torres dovrebbero esercitare una azione decisa, esprimere una idea al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e sollecitare una soluzione definitiva: non si può andare avanti a colpi di commissari». Anche il presidente di Legambiente rivolge l’invito al ministro «affinchè risolva la situazione di forte criticità al più presto per evitare di arrivare all’apertura della stagione in una condizione di provvisorietà che può risultare dannosa per il parco». L’impressione è che l’intenzione del ministero sia quella di nominare un altro commissario fino alle elezioni e che, solo dopo, si potrà avere l’indicazione del presidente del parco. Questo può voler dire ancora una estate «commissariata» e altre opportunità gettate al vento, con l’aggravante che tutto questo accade in un territorio duramente segnato dalla crisi e dove le poche risorse esistenti vengono sacrificate nell’arena in cui si gioca lo scontro tra le diverse correnti dei partiti politici del centrodestra.
Non c’è chiarezza. La Regione, che è proprietaria della quasi totalità delle strutture nel territorio dell’Asinara e che ha attivato il collegamento marittimo nell’ottica della continuità territoriale, sembra essere rimasta ferma all’opposizione (del febbraio 2009) al decreto di nomina del commissario (in quanto assunto senza la preventiva intesa con la Regione). Allora la giunta aveva deliberato di sollevare il conflitto di attribuzione di fronte alla Corte costituzionale. La risposta del Governo? Un presidente deciso e poi congelato, un commissario senza poteri e un altro contattato e non ancora nominato. L’Asinara può attendere.
Chiavi di questa notizia: Aree protette