Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Maninchedda: non tutelo gli interessi di Cualbu
08/02/2010
autore: R. P.
LA TELEFONATA CAGLIARI. Paolo Maninchedda, consigliere regionale e presidente della commissione Programmazione, si difende attaccando. L’effetto prodotto dalla pubblicazione delle intercettazioni tra lui e Gualtiero Cualbu, ha scritto nel suo blog, è «farmi apparire come un fiancheggiatore di un imprenditore interessato a difendere i suoi affari». E non come «latore di una proposta unica e originale: trattare e comprare adesso l’area di Tuvixeddu, piuttosto che attendere un contenzioso con Coimpresa o un arbitrato che potrebbe costare oltre 100 milioni alle casse esauste di Regione e Comune. Mentre il vantaggio sarebbe tutto per Cualbu».
- Resta il fatto, però, che da queste interecettazioni si percepisce da parte sua un rapporto di grande cordialità con Cualbu, a cui fa capo la Coimpresa.
«Premetto: non sono contrario alle intercettazioni telefoniche dei politici, anzi. In secondo luogo: non è un segreto che sono amico di Cualbu. Ma nella telefonta con lui difendo la mia posizione (pubblica da anni), e non la sua. Basta ricordare che Soru voleva mettere i vincoli (cassati dal Tar) e poi trattare, Cualbu costruire e io, che sono per edificazioni zero, penso si debba comprare l’area e fare un grande parco: e questo ripeto nella telefonata con Cualbu».
- Nel suo sito afferma che si sente «attaccato»: da chi?
«Credo che in città ci sia una serie di conflitti tra interessi diversi, soprattutto urbanistici e sanitari, che cercano di bloccare chi non è d’accordo».
- Dove si trovano questi interessi?
«Il campo di battaglia dell’ultimo conflitto urbanistico ruota attorno a via Is Maglias, viale Trieste, viale Trento, Santa Gilla. Ma il terreno è più vasto. Comprende sanità e gestione dell’acqua».
- In quali settori, esattamente?
«Di recente si va dal problema della casa dello studente al discorso sui nuovi immobili che dovrebbero essere acquisiti dalla Regione per unificare i suoi uffici. Oggi, con le dismissioni delle strutture militari, non c’è però bisogno di acquisire edifici. Ma chi intralcia questi progetti viene colpito».
- Lei tuttavia ha usato frasi che sembrano di aperta partegianeria per Cualbu, come nel momento in cui domanda quando il procuratore Marchetti avrebbe «sciolto i cani».
«Sì, la frase può essere infelice, ma me ne assumo la responsabilità: ritengo che solo la magistratura possa fare chiarezza nel conflitto di interessi che agita Cagliari. Anche perché questo groviglio significa uno spreco enorme di risorse a discapito di altri territori importanti, come, per esempio, il Nuorese».
Chiavi di questa notizia: Tuvixeddu