Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Siti minerari, le bonifiche non arrivano mai
28/01/2010
autore: E. A.
Protesta dei sindaci per i mancati interventi nelle aree inquinate dagli scarti di lavorazione
IGLESIAS. Il territorio si ribella per i gravi ritardi sull’avvio delle bonifiche dei siti minerari dismessi dell’Iglesiente, sulle montagne di scarti di lavorazione delle blende e delle galene che stanno da parecchi decenni inquinando le acque del Golfo del Leone.
Il caso Seddas Modditzis rivela una situazione drammatica che va sanata con interventi urgenti.
«C’è un commissario straordinario delle bonifiche - interviene il sindaco di Iglesias, Pierluigi Carta - che non è andato oltre le promesse elettorali. In campagna elettorale aveva lanciato accuse contro chi non aveva operato ed ora notiamo che fino ad oggi non ha mosso un dito.
C’è tanto da fare davvero e c’è solo il problema da dove iniziare. Monteponi è una discarica a cielo aperto, ci sono case, quelle degli impiegati, costruite sugli scarti di lavorazione dell’impianto elettrolitico.
Per il momento, a Monteponi, stanno incapsulando una discarica ma c’è ancora molto da fare e con questi ritmi non si arriva da nessuna parte Aggiungo anche che la Regione deve salvare, riportandola proprio a Monteponi, la facoltà di scienza dei materiali. La sistemazione di quelle aree, inserite in un piano di ricerca avrebbe il duplice scopo di risanare l’ambiente e di creare professionalità che potrebbero essere esportate oltre i confini nazionali».
Per il sindaco di Gonnesa, invece, non c’è più tempo da perdere nella sistemazione di quelle aree lasciate abbondate delle società minerarie al momento dell’abbandono dell’Iglesiente con la chiusura dei cantieri minerari.
«Non ci sono attenuanti per nessuno - insiste Pietro Cocco - Igea possiede le professionalità, i mezzi e le risorse finanziarie per ripulire le aree inquinate. C’è di mezzo lo sviluppo di Gonnesa e del territorio. Igea ha compiti istituzionali ben precisi: i progetti sono pronti ma il commissario straordinario per le bonifiche, Ugo Cappellacci, deve solo dire da dove si deve partire. Ci preoccupa questo immobilismo».
Il primo cittadino di Gonnesa ricorda anche che sono disponibili ben 5.5 milioni di euro ma una parte è stata consumata in consulenze.
«Non possiamo continuare ad assistere, nei mesi invernali - sottolinea Pietro Cocco - che le acque meteoriche trasportino i veleni verso il mare. Sa Masa ha mostrato da tempo i suoi problemi e la zona umida va risanata. Il comune dispone di 3.5 milioni di euro e quasi 2 milioni sono nelle casse di Igea. Occorre solo fissare la data di inizio dei lavori».
Le miniere metallifere dell’Iglesiente sono chiuse da parecchi lustri ma ben poco si è fatto per rimediare agli sconci fatti e lasciati dalle società minerarie e dall’Eni nel periodo finale.
Chiavi di questa notizia: Inquinamento