Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

La rabbia dei ciclisti: «Nessuno ci rispetta»

23/06/2002

autore: Alessandro Zorco

Presidio ieri nella pista invasa dalle auto

CAGLIARI . «Mancano le piste, è impossibile circolare in città». Non si placa la protesta dei ciclisti cagliaritani. Un gruppo di amanti delle due ruote aderenti all’associazione Città ciclabile ieri ha presidiato per tutto il pomeriggio la pista ciclabile realizzata al Poetto tra l’Ottagono e la Bussola. Segnalata dagli inconfondibili cartelli e protetta dalle transenne, la pista è attualmente in balia delle automobili, parcheggiate ovunque. Armati di volantini, i ciclisti hanno cercato di sensibilizzare i cagliaritani dando loro vere e proprie lezioni di educazione stradale. Ovviamente si è trattato di una dimostrazione pacifica, anche se non sono mancate le reazioni da parte di qualche automobilista esasperato dall’attesa.  I ciclisti lamentano una totale mancanza di sensibilità da parte dei cagliaritani che, sostengono, non conoscono neppure i cartelli stradali dedicati alle zone ciclabili. «Rivendichiamo il nostro diritto di andare in bicicletta», spiega il presidente dell’associazione ecologista Andrea Olla. «Chi non usa la bici non può capire quali abusi subiscano i ciclisti. È assurdo che la bicicletta sia considerata un mezzo di locomozione che disturba la viabilità».  Quasi al confine tra i comuni di Cagliari e Quartu la strada è bloccata con un cartello di divieto di transito. Le transenne sono al loro posto (di solito, a quanto dicono i ciclisti, sono buttate in mezzo alla strada). «Non stiamo facendo alcun blocco», puntualizza una ciclista che vuole restare anonima: «Vogliamo solo sensibilizzare le persone e gli amministratori con la nostra presenza fisica». Più deciso un altro ciclista che chiede il supporto della polizia municipale. «Occorre un segnale forte da parte dell’amministrazione che dovrebbe far rispettare le norme», sostiene Francesco Podda, informato anche sul progetto originario del Poetto che prevede l’arretramento dei chioschi, il prolungamento della spiaggia, la pedonalizzazione del lungomare e, soprattutto, la pista ciclabile. Una signora in “Panda” proveniente da Cagliari chiede spiegazioni. Poi, docilmente, chiede scusa e fa marcia indietro. Diversamente fa una signora che sbraita con una bimba in braccio e dice voler chiamare la polizia: «Non avete alcun diritto di bloccare la strada», urla. Poi arrivano le forze dell’ordine. Prima fa la sua comparsa una pattuglia della Guardia di Finanza, poi i carabinieri. Inizialmente gli agenti sembrano giustificare la presenza delle automobili per il fatto che ci sono ancora lavori in corso. Ma poi, messo alle strette, uno di loro ammette che il cartello azzurro con la bici parla chiaro: «Le auto qui non ci possono stare».  Non mancano gli automobilisti sensibili. «Mi sembrava strano», commenta Stefano Massidda di ritorno dalla spiaggia con la famiglia: «Le transenne erano buttate sul ciglio della strada e le ho rimesse a posto. Sono anch’io un ciclista», aggiunge. «Le piste ciclabili ci sarebbero dovute essere già da prima». Intanto i ciclisti, in un clima di allegria, continuano l’opera di sensibilizzazione e chiedono l’appoggio di altri amanti delle due ruote di passaggio. Poi il presidio si scioglie. E sicuramente non sarà l’ultimo.


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