Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Scoperto ripascimento fai da te

22/01/2010

autore: SAMUELE SCHIRRA

Stintino. La Capitaneria di porto sequestra l'arenile ampliato con sabbia industriale di una cava
Tra la Pelosa e l'Ancora sigillata una spiaggia

 Una spiaggia tutta abusiva accanto alla perla del Golfo dell'Asinara. Un tappeto di seicento metri quadri di sabbia industriale spalmato sulla terra, a poche centinaia di metri dalla rena bianca della Pelosa. La scoperta l'hanno fatta due giorni fa gli uomini della Capitaneria di porto, durante un pattugliamento nel litorale. Nella zona denominata "L'Ancora", nella località conosciuta con il nome di Punta Negra, le divise hanno trovato una spiaggia fatta in casa.
Le indagini effettuate nelle ultime settimane avevano spinto gli uomini del comandante Giannino Dimartino a indagare su alcuni casi di ripascimenti abusivi effettuati da operatori del settore turistico sulle spiagge di Stintino. Il mare d'inverno si riprende la sabbia, ma evidentemente ci pensano i professionisti della vacanza a creare i nuovi lidi dal nulla. Illegalmente. Gli inquirenti sono al lavoro. I responsabili potrebbero non essere troppo lontani. In zona si trovano bar, ristoranti, un porticciolo. Dall'altra parte della strada ci sono diverse villette. Qualcuno potrebbe avere avuto tutto l'interesse a realizzare una bella spiaggia privata.
Le divise non hanno avuto nessun dubbio una volta arrivate sul posto: la distesa di sabbia in cui si sono imbattuti è artificiale, con caratteristiche fisiche contrastanti con quelle della sabbia tipica del litorale. Sono scattati i sigilli e le indagini da parte della Capitaneria, che stanno cercando di trovare testimonianze per risalire agli abusivi. Per creare seicento metri quadrati di spiaggia il traffico di camion dovrebbe essere stato ingente, con almeno una quindicina di rimorchi carichi fino all'orlo in transito sul lungomare. Un viavai che qualcuno potrebbe aver notato, nonostante in questo periodo le strade siano praticamente deserte e le case delle vacanze siano chiuse a doppia mandata. È probabile che un campione del materiale venga analizzato anche dagli esperti dell'Arpas per verificare che non sia impregnato di sostanze inquinanti. Non è la prima volta che a Stintino vengono scoperte spiagge fai da te. Nel settembre dello scorso anno circa cento metri quadrati di sabbia erano stati messi sotto sequestro dalla Capitaneria sempre da quelle parti, a Cala di Vacca. Lo strato era spesso 15 centimetri, grossolano e biancastro, in contrasto con il colore e la composizione del terreno circostante. Anche in quell'occasione le divise avevano messo sotto sequestro l'area e allertato i tecnici dell'Arpas.
Nel corso dei controlli effettuati due giorni fa nello specchio d'acqua stintinese, è stato recuperato anche un palangaro, una trappola con decine di ami posizionata in zona A, a cala di Sgombro di Fuori, in piena area marina protetta dell'Asinara.
Una zona rossa che spesso e volentieri viene violata dai pescatori, soprattutto da quelli sprovvisti di autorizzazioni. L'attrezzo da pesca è stato issato a bordo dagli uomini delle motovedette della Guardia Costiera che hanno anche provveduto a liberare e gettare in mare i pesci catturati e ancora vivi.

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