Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

L’insenatura è fantastica ma i bagnanti sono furenti: la spiaggia è sporca e non ci sono le toilettes

18/06/2002

autore: Laila Di Naro

I nemici della sabbia scura: «E io vado a Calamosca»


CAGLIARI. Ore 10, calma piatta nell’insenatura a due passi dalla città. Il mare è tranquillo, la sabbia è ancora quella “originale”. Ma trascurata. Tra alghe, bottiglie di birra e buste di rifiuti aperte dai cani randagi, che litigano con pit bull portati talvolta al guinzaglio, ci sono tanti cagliaritani. Calamosca per tanti è meglio del Poetto. Questione di sabbia.  Alessandra Ugas, mentre stende l’asciugamano per le sue bimbe, Chiara e Benedetta, conferma: «Qui è riparato dal vento, anche se la spiaggia non è il massimo della pulizia. Il Poetto non è più il Poetto». È d’accordo Silvana Pambira, 46 anni: «Mi fa male vedere la sabbia nera, così ho deciso di venire qui. Il posto è fantastico ma pieno di immondizia, anche nelle scalette che portano in spiaggia. Un gioiello abbandonato a se stesso». Intanto Teresa Marotta, 46 anni, che viene da Mantova, si lamenta per il troppo caldo e commenta: «È una insenatura bellissima, ma mancano i servizi igenici: le docce e i bagni». Augusta Floris, 34 anni, mentre esce dall’acqua limpida, è arrabbiata: «La spiaggia è sporchissima, il Poetto dopo i lavori di bonifica non mi piace. Ma Calamosca è troppo abbandonata. Insomma un po’ di civiltà, eppure i cestini ci sono».  C’è chi al mare andava tutto l’anno, e ora dal Lido si è trasferito a Calamosca. Walter Coiana, 35 anni, è scontento: «Ci hanno distrutto il Poetto. Abbiamo scelto Calamosca perché è riparata, ma allo stesso tempo è lurida». Gli fa concorrenza per l’abbronzatura, Luca Sotgiu, 34 anni: «È vicino la città, ci sono parcheggi, ma qui è sporco e manca una toilette». Gridano sos i ragazzi che lavorano al bar dell’ hotel Calamosca, in spiaggia. Pierangelo Zairo è indignato: «Siamo aperti dal 11 maggio e la spiaggia è un immondezzaio. Tutti vorrebbero utilizzare il nostro bagno, ma non possiamo farlo: solo in casi estremi, con il rischio di prendere multe. A fianco si potrebbe costruire un servizio igienico, ma il Comune ci chiude da anni la porta in faccia». Giovanni Porcu, 60 anni, direttore dell’albergo, sembra essere più preoccupato per i cani randagi: «La spiaggia è sporca ma è una battaglia persa con il Comune. Se ci desse la concessione, noi la puliremmo. Siamo così da anni. Mi preoccupano i cani randagi, ma i canili e l’asl non ci aiutano».


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