Rassegna Stampa
Testata: Il Giornale di Sardegna

Rifiuti nocivi «Quegli scarti non erano pericolosi»

22/01/2010

«Massimo Pistoia aveva tutte le autorizzazioni per il trasporto di qualsiasi rifiuto normale, non speciale. Ma quelli trasportati dalla Tecnoscavi non erano fanghi della ex Enichem, ma solo residui dallo smantellamento della Portovesme». Il legale del principale indagato nel presunto traffico di rifiuti, Riccardo Floris, si dice convinto dell'estraneità del suo cliente a qualsiasi forma di stoccaggio di rifiuti tossici. Dalle indagini del Noe emerge che gli scarti nocivi sarebbero stati mischiati - nella sua cava di Settimo San Pietro - a inerti: la miscela sarebbe poi diventata materiale per la realizzazione di parcheggi in aree sanitarie, come l'ospedale Businco e la Cittadella di via Romagna. «Sui metalli pesanti rilevati dai consulenti della procura, i miei consulenti - continua il legale - hanno riscontrato quantità diverse, assolutamente entro i limiti di legge». Pistoia avrebbe smaltito in questo modo gli scarti proveniente dalla Portovesme attraverso l'intermediario Lamberto Barca, della Gap Service.

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