Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Scarica sabbia di cava e allarga la spiaggia dell’Ancora a Stintino

22/01/2010

autore: Luigi Soriga

Scoperto dalla guardia costiera: ha tentato di rimediare all’erosione con materiali economici

STINTINO. Troppo complicato fare le cose a regola d’arte. Bisogna prelevare un campione di sabbia, farlo analizzare, scoprire la composizione, dopodiché cercare dei granelli con caratteristiche fisiche simili, mettere tutto nero su bianco, mandare un progetto in Regione, aspettare una risposta e sperare in un sì. Invece con un ripascimento faidate è tutto più sbrigativo. Si va in una cava, si riempie qualche camion di sabbia, lo si porta in spiaggia, si scarica tutto il materiale e lo si sparge. Magari poi è meglio piantarci un prato all’inglese e qualche albero, piuttosto che sdraio e ombrelloni. Ma nella lotta all’erosione, ultimamente, se ne vedono tante. L’ultimo sequestro della guardia costiera di Porto Torres risale a ieri mattina. La spiaggetta dell’Ancora, a due passi dalle trasparenze della Pelosa, era bicolore. Una porzione di 600 metri quadrati, innaffiata generosamente dalle piogge, presentava tonalità tra il campetto in terra battuta e l’impasto per betoniera. Gli uomini della guardia costiera hanno voluto vederci chiaro. Hanno scoperto, naturalmente, che ad aggiungere la sabbia sono stati i gestori del complesso turistico dell’Ancora. Nelle lunghe giornate di inattività invernale e preoccupati per l’erosione e per la prossima stagione estiva, i titolari dell’Hotel a tre stelle si sono portati avanti col lavoro. Si sono rivolti all’azienda Sarda Silicati di Florinas e hanno fatto il carico del materiale di cava per la lavorazione industriale. Dopodiché lo hanno cosparso nel fazzoletto di arenile incastonato tra una piscina e un piccolo approdo turistico, restituendo alla battigia ciò che il mare aveva rubato. Peccato che l’effetto estetico non fosse impeccabile e, soprattutto, l’intervento non fosse autorizzato. Infatti la Regione non aveva ricevuto alcuna richiesta e non esisteva alcuno studio che comprovasse la compatibilità del mix di granelli. Perciò gli uomini della Capitaneria, guidati dal capitano Giannino Dimartino, hanno provveduto a sequestrare la spiaggia e a denunciare penalmente i responsabili dell’abuso. Il sindaco di Stintino era all’oscuro del ripascimento: «Noi non siamo chiamati a dare autorizzazioni - spiega Antonio Diana - la titolarità spetta a Cagliari. Semmai è la Regione che, quando deve decidere se approvare un progetto, interpella i Comuni per avere un parere tecnico. Ci sono gli esempi di quanche anno fa del Roccariuia e delle Tonnare, ma in quell’occasione gli interventi erano regolari». Invece l’ultimo abuso scoperto risale al mese di settembre: la capitaneria, nel litorale di Punta Negra, aveva sequestrato una porzione si spiaggia dove lo strato superficiale era diverso dal livello sottostante. Ma in quel caso non c’era un hotel sul mare e sono ancora in corso le indagini per individuare gli artefici del travaso. Infine, dopo tanta improvvisazione fatta in casa, uno studio che porta i primi frutti: la Pelosa è aumentata di qualche centimetro, la tendenza si inverte. Le barriere retrostanti pian piano ricostituiscono le dune.

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