Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

«Abbiamo sempre operato correttamente»

21/01/2010

autore: ANTONELLA PANI

«Abbiamo sempre operato correttamente nello smaltimento dei rifiuti»: la Portovesme srl, fabbrica di piombo e zinco di proprietà della multinazionale Glencore, non entra nel merito dell'inchiesta giudiziaria avviata dalla Procura della Repubblica di Cagliari ma esprime la sua posizione attraverso una nota stampa. «Nell'attività di smaltimento dei rifiuti abbiamo sempre operato correttamente», si legge nel comunicato, «nel pieno rispetto delle leggi e delle normative in materia ambientale. Pertanto, attendiamo fiduciosi il responso della magistratura che avrà il compito di stabilire l'esatta e corretta dinamica dei fatti, e le eventuali relative responsabilità».
REAZIONI IN FABBRICA A Portovesme la notizia dell'inchiesta non arriva come un fulmine a ciel sereno perché le verifiche dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico avevano già fatto capire che c'era un'indagine in corso. «È interesse di tutti che si faccia chiarezza sulla vicenda, come è giusto che sia la Portovesme srl è costantemente monitorata dagli organi di controllo», dice Tore Cappai, delegato della Filcem Cgil nella Rappresentanza sindacale unitaria di fabbrica, «al centro dell'inchiesta sono finite tipologie di rifiuti che non hanno direttamente a che fare con le produzioni industriali di piombo e zinco. Infatti si tratta di catrame, asfalto, calcestruzzo».
La legge prevede che, per il solo fatto di trovarsi all'interno di una fabbrica, magari dopo la demolizione di un edificio interno o per il rifacimento di una strada interna, i rifiuti debbano essere catalogati e depositati in un'apposita area all'interno dello stabilimento per poi essere conferiti in discariche idonee. Insomma un tipo di rifiuto ben distinto dalle scorie industriali: queste ultime invece, dopo un particolare ciclo che tende a riutilizzare il più possibile gli scarti di lavorazione ancora ricchi di minerali, vengono indirizzate alla discarica di Genna Luas, nelle campagne di Iglesias.
I SINDACATI Le organizzazioni sindacali, appresa la notizia dell'inchiesta e degli avvisi di garanzia, aspettano che si accertino le effettive responsabilità. «È giusto che la magistratura indaghi e accerti le responsabilità», commenta Fabio Enne, segretario della Cisl del Sulcis, «ci auguriamo solo che questa vicenda non pregiudichi le prospettive della Portovesme srl e il percorso che si sta mettendo in piedi per salvaguardare le produzioni e i posti di lavoro».
Insomma, in questo momento tutti concordano sulla necessità che si chiariscano i contorni della vicenda giudiziaria che coinvolge i responsabili della gestione dei rifiuti della fabbrica. Da Portoscuso anche Angelo Cremone, consigliere comunale dei Verdi, interviene sulla vicenda: «Ho chiesto ai Carabinieri del Noe», dice Cremone, «che verifichino come sia stato possibile il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale a quello stabilimento».

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