Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Dissesto a Marrubiu, smottamenti a Laconi
12/01/2010
autore: ANTONIO PINTORI
Livello di guardiaC
ostoni che rischiano di franare ai piedi della Giara, del Monte Arci e del Grighine. Ma anche corsi d'acqua che quando si ingrossano minacciano i centri abitati. Il pericolo “frane” e di dissesto idrogeologico non risparmia i territori di Marmilla, Sarcidano e Campidano oristanese. Tante le strade sui quali incombono come una spada di Damocle ammassi di terra finora non sistemati a dovere. Ed ancora ruscelli che dopo precipitazioni abbondanti si tramutano in fiumi in piena. Sono tante le località a rischio individuate nel piano stralcio per l' assetto idrogeologico della Regione Sardegna. Fra queste diverse aree del territorio di Laconi , dove a creare i maggiori problemi è proprio l'acqua. Le zone più dissestate si trovano lungo la strada che dal paese conduce all'agriturismo Genn'e Corte nelle località Stunnu e Sreganai. Ma anche lungo la statale 442 e nelle grotte di Pauli. «Ma è l'esondazione di fiumi che ci preoccupa di più», ha confessato il sindaco di Laconi Fausto Fulghesu. Ed è difficile dargli torto. Una prova sono state le due alluvioni che nel novembre del 2008 hanno provocato ingenti danni nelle campagne e nelle borgate agricole e messo a serio rischio anche la zona più alta del centro abitato. «Il nostro paese è in collina ed i canali sono tanti», ha proseguito il primo cittadino, «le piogge abbondanti ingrossano questi corsi d'acqua che si riversano con violenza verso il paese. La Regione ci ha assegnato 500 mila euro dopo i nubifragi del 2008. Ma questa somma è sufficiente solo per un primo intervento. Ne serve una ben maggiore per la messa in sicurezza di tutti gli alvei fluviali». Rimangono i pericoli anche lungo la provinciale 36 che da Ruinas porta ad Allai ed al bivio per Samugheo . Cinque anni fa una frana aveva fatto scivolare una massa terrosa sulla carreggiata, rimasta chiusa per alcune settimane. Il Consiglio comunale era stato convocato in quel punto per chiedere interventi alla Regione. «Ma poco è stato fatto», ha confessato il sindaco Gianni Tatti, «solo alcuni lavori per superare l'emergenza. Ma il rischio di altre frane rimane e finora ho scritto inutilmente a Provincia e Regione». A Sini sei anni fa era crollato un muraglione sotto la chiesa di San Giorgio. Ed il pendio che sovrasta il paese, sottoposto ad erosione in caso di piogge, viene monitorato costantemente. Infine Marrubiu con la frazione di Sant'Anna sotto il Monte Arci. «Questa è la zona del nostro territorio comunale più a rischio per le frane», ha sottolineato il sindaco Gianfranco Frongia, «i costoni mai messi in sicurezza sono un pericolo reale. Per questo abbiamo chiesto l'intervento degli enti competenti, fra i quali il Consorzio di Bonifica di Oristano». Chiavi di questa notizia: Dissesto idrogeologico