Rassegna Stampa
Testata: Repubblica
Nucleare, ecco il decreto sui siti cinque zone in pole per le centrali
22/12/2009
autore: LUCA IEZZI
Ai Comuni che accettano 20 milioni l’anno di compensazione
ROMA— Coinvolgere gli enti locali e dargli tanti soldi. Il governo punta su queste due armi per convincere i Comuni ad accettare una centrale nucleare. Il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha annunciato che oggi porterà in Consiglio dei ministri lo schema di decreto legislativo coi criteri di localizzazione e le compensazioni per i siti dove nasceranno le centrali nucleari.
Non ci saranno nomi, ma si darà mandato all’Agenzia per la sicurezza nucleare a definire le zone “eleggibili”: da questi elementi sembrerebbero emergere cinque siti candidati (Montalto di castro, Rovigo, Caorso, Trino Vercellese e Termoli). In particolare sono definiti quattro passi che porteranno alla posa della prima pietra attesa per il sazioni molto generose: contributo una tantum in fase di costruzione dell’impianto (circa 30 milioni di euro per reattore, ovvero 6 milioni all’anno per 5 anni) divisi tra imprese, residenti casse del Comune ospite e, in proporzioni decrescenti, dei comuni attigui. Il prezzo dell’elettricità sarà fisso a 0,3 euro per MWh (ossia circa 4 milioni all’anno) per un minimo 60 anni; infine la centrale pagherà 13 milioni di euro di Ici all’anno. Insomma, una compensazione da 20 milioni l’anno per ogni Comune coinvolto.
Il governo non ha ancora istituito l’Agenzia, che secondo la legge sarebbe dovuta arrivare prima del decreto sulla localizzazione. Le nomine dei vertici sono ancora bloccate dai veti incrociati e per non far scadere la delega il governo ha deciso di invertire le scadenze. Dopo la prima lettura in Consiglio il decreto andrà alle commissioni parlamentari e alla conferenza Stato - Regioni.
Per le società, su tutte la jointventure Enel-Edf, significa stringere il cerchio sui possibili siti; il riferimento ai criteri più moderni dell’Aiea e dell’Ocse e l’obbligo di adottare i reattori di terza generazione (Epr, Ap1000, Abwr) esclude alcuni Comuni che già hanno ospitato centrali nucleari nel passato come Latina o Garigliano. Tra i vecchi siti potrebbero rimanere in corsa solo Trino Vercellese e Caorso. Più probabilmente le attenzioni degli operatori si concentreranno su Montalto di Castro, già di proprietà dell’Enel, e sulla fascia costiera del Sud del Veneto in provincia di Rovigo, in entrambi i luoghi sarebbe possibile costruire due reattori. Appena dietro questi siti possibili, c’è Termoli (Molise), anche se inserito nel gruppo di macroaree sfavorite da considerazioni tecnico-economiche.
Infine nel decreto si parlerà anche del deposito delle scorie nucleari, sia nuove che vecchie: in questo caso, sarà ufficializzata la decisione di non cercare più un deposito definitivo (sottoterra), ma uno provvisorio di superficie in grado di stoccarle per diverse decine di anni.
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