Rassegna Stampa
Testata: La Stampa
Clima, i punti controversi dell'accordo
19/12/2009
Obiettivi di riduzione generici e ancora niente tagli vincolantiSono soprattutto quattro i punti controversi della proposta di accordo sul clima promossa ieri sera da Usa, Cina, India Sudafrica e Brasile, di cui la Conferenza Onu di Copenaghen oggi «ha preso nota», rendendola operativa, nonostante l’opposizione del Sudan, del piccolo Stato insulare di Tuvalu, nel Pacifico (il primo paese che ha già avuto dei ’rifugiati climaticì), e dei latinoamericani Venezuela, Bolivia, Cuba, Nicaragua e Costarica.
Limite all'aumento della temperatura a 2°C e non 1,5°
Il primo punto è quello della soglia massima di aumento della temperatura media dovuta al riscaldamento globale: la seconda delle tre bozze successive di accordo prevedeva che tale soglia, oggi fissata a 2C, venisse portata a 1,5C. Per diversi Stati insulari questo mezzo grado di temperatura in più significherebbe finire sott’acqua.
Nessun taglio del 50% delle emissioni entro il 2050Il secondo punto che gli oppositori dell’accordo lamentano è la soppressione, nella terza bozza, dell’impegno a ridurre le emissioni globali del 50% entro il 2050. Si tratta, anche in questo caso, di un elemento che faceva parte della seconda bozza, ed è poi stato cancellato.
Niente prolungamento di Kyoto oltre il 2012
In terzo luogo, i paesi in via di sviluppo chiedono che sia previsto nell’eventuale accordo internazionale il prolungamento del Protocollo di Kyoto oltre il 2012, con un nuovo periodo d’applicazione (Kyoto II) dal 2013 al 2020.
Ancora niente tagli vincolanti entro il 2020Manca, infine, nella bozza di accordo la percentuale complessiva di riduzione delle emissioni globali al 2020 da parte dei paesi più avanzati, anche perché il testo non contiene ancora tutti i piani di tagli dei gas serra, che gli Stati membri dovrebbero adottare entro gennaio. Questi obiettivi, i più ravvicinati, sono anche considerati i più importanti dagli esperti, perché se approvati consentono di ridurre le emissioni gradualmente, senza costringere i Paesi a tagli ancora più pesanti e difficili fra 2020 e 2050.
Chiavi di questa notizia: Copenaghen vertice