Rassegna Stampa
Testata: L'Unita
L’accordo non c’è. Ma si «prende nota»
20/12/2009
autore: DANIELE PERNIGOTTI
Loro dicono di averlo realizzato, ma non è vero», dice Kim Christansen, leader mondiale del Wwf,replicando ai media che annunciano l’Accordo di Copenhagen. Si parla del documento prodotto venerdì nell’incontro ristretto di capi di stato e di governo in una serie di incontri informali all’interno della Conferenza dell’Unfccc. Per recepirlo all’interno della Convenzione sul clima è necessaria l’approvazione all’unanimità in Plenaria.
Il documento calato dall’alto e privo di contenuti ambiziosi è stato iene però bloccato per l’opposizione di Tuvalu e di alcuni paesi del sud America. Non bastano dieci ore tra trattative e sospensioni tecniche per superare il dissenso. Ci mette del suo anche Rasmussen, la cui presidenza è definita dal capo delegazione dell’Arabia Saudita la peggiore nella sua esperienza.
La settimana precedente Kevin Conrad, capo delegazione della Papua Nuova Guinea, aveva proposto di cambiare le regole di voto per evitare simili situazioni di impasse ma, ironia della sorte, era stato bloccato proprio da chi ora vorrebbe non tenere conto del dissenso di Tuvalu.
L’Unfccc mette in movimento i propri esperti legali per trovare una soluzione. Alla nuova apertura dei lavori, chi prende temporaneamente il posto di Rasmussen, in 30 secondi, con una sorta di blitz, recepisce il documento con la formula «prende nota».
Ban Ki-moon dichiara fatto l’accordo, aprendo teoricamente la strada all’interno dell’Unfccc per rendere operative le azioni previste nel documento. Di fatto si tratterebbe della prima volta di un testo che viene calato dall’alto e diventa operativo senza passare dal dibattito puntuale della plenaria e del gruppo di lavoro. Tra l’altro verrebbe meno la tanto sbandierata trasparenza della presidenza danese, visto che il processo non ha visto il coinvolgimento di tutti i paesi.
Immediata la levata di scudi contro l’interpretazione di Ban Ki-moon e di alcuni paesi. La rappresentante venezuelana sottolinea che «prendere nota» significa solo recepire l’esistenza diundocumento a cui chiunque può decidere di aderire volontariamente, ma al di fuori dell’Unfccc.
Un documento sul clima che non fosse parte del tavolo Onu sui cambiamenti climatici si svuoterebbe però di ogni significato politico. I giganti della terra rischiano così di rimetterci la faccia, per il solito colpo di fionda di un Davide impertinente.
Chiavi di questa notizia: Copenaghen vertice