Rassegna Stampa
Testata: Il Manifesto
Un referendum per la madre terra
18/12/2009
autore: Paolo Gerbaudo
ALTROSUMMIT - L'Alba di Cuba Bolivia Venezuela
Un referendum globale sul cambiamento climatico. Questa la proposta lanciata ieri dal presidente boliviano Evo Morales durante un comizio dell'Alba - l'alleanza bolivariana che comprende il Venezuela di Chavez, la Bolivia, l'Ecuador, Cuba, Nicaragua, e le isole caraibiche di Antigua e Barbados, Dominica, e Saint Vincent e Grenadine - dal palco del Valbyhallen nella periferia sud di Copenhagen. Mentre dentro il Bella Center, le delegazioni cercavano ancora di salvare il salvabile nel negoziato, il presidente boliviano e il presidente venezuelano Hugo Chavez, hanno dichiarato il summit un fallimento totale. Qual è allora la soluzione? «El socialismo», ha ripetuto Chavez, facendo tremare il pavimento del grigio palazzetto sportivo, affollato da circa 3.500 persone intente a sventolare bandiere cubane, venezuelane e bolivane.
Chavez, primo artefice dell'Alba, si è concentrato sui meriti della «rivoluzione bolivariana» e sulla necessità di espandere il socialismo anche all'Europa e agli Stati uniti, colpiti dalla crisi, e solo in un paio di occasioni ha citato il problema clima. Evo Morales, invece, con un intervento breve e puntuale, ha avanzato alcune linee guida per affrontare il problema clima: «Sappiate che dentro alla conferenza non si arriverà mai ad un accordo, perché c'è una differenza fondamentale di punti di vista - ha detto -. Ci sono paesi che credono nel capitalismo, altri nel socialismo». Una distanza impossibile da colmare, perché l'emergenza clima richiede di parlare «degli effetti del riscaldamento globale, ma anche delle cause».
L'unica maniera per risolvere veramente la crisi ecologica sarebbe, secondo Morales, una consultazione globale, per cui ha scherzosamente proposto alcune domande: «Siete d'accordo a difendere l'armonia tra l'uomo e la natura? Siete favorevoli ad abbandonare questo modello di consumo e di spreco chiamato capitalismo? Siete d'accordo a prendere misure necessarie affinché la temperatura del pianeta non aumenti più di un grado? Siete d'accordo a usare i fondi sprecati altrove per difendere il pianeta dall'emergenza clima? Siete d'accordo con l'istituzione di un tribunale di giustizia climatica per punire chi distrugge la madre terra?».
Domande a cui è seguito a ripetizione un boato di «ja» e «sì» gridato da un pubblico di studenti, immigrati dell'America latina, colletti blu, impiegati pubblici con famiglie al seguito, in un'atmosfera da festa dell'Unità in versione scandinava, con lunghe salsicce affogate di ketchup e maionese, e pinte di Tuborg.
«Questa è una lotta fondamentale per la difesa dell'umanità e della madre terra», ha continuato Morales, per poi concludere l' intervento urlando «pianeta o morte». «È la battaglia più importante nella storia dell'umanità», gli ha fatto eco il presidente venezuelano, in un discorso-fiume costellato di attacchi agli Usa e al capitalismo: «Siamo sull'orlo dell'abisso - ha affermato - domani potrebbe essere troppo tardi per la vita umana su questo pianeta. Per questo motivo oggi più che mai dobbiamo lottare con forza, determinazione, e visione strategica. Vi invito tutti quanti a questa grande battaglia».
L'incontro, organizzato da sindacati e partiti della sinistra danese, è stato occasione per consolidare l'immagine dell'Alba come paladino di un'alternativa al sistema neoliberale, capace di avanzare «soluzioni vere» al cambiamento climatico: come quella di lasciare i carburanti fossili nel terreno, in cambio di una compensazione economica da parte dai paesi ricchi. Una proposta avanzata già nel 2007 dal presidente dell'Ecuador Rafael Correa, dopo aver bloccato i progetti per l'estrazione di petrolio dalla riserva di Yasuni.
Finito il comizio, il pubblico ha lasciato il Valbyhallen con reazioni contrastanti. Helge Knudsen, 57 anni di Copenhagen, sembra felicemente convertito all'idea del «socialismo unica soluzione per salvare il pianeta». Sfoggia una cuffia nera con il simbolo del Kommunistik Parti danese, al posto del martello figura un mulino a vento. «Il socialismo ci salverà. È il capitalismo che ha distrutto l'ambiente», afferma. «Non sono del tutto convinta che il socialismo sia la panacea di fronte al disastro ambientale», dice invece Nie, studentessa di lingue 24enne. «Del resto è noto che il Venezuela non potrebbe sostenere i propri programmi sociali se non fosse per i proventi del petrolio».Chiavi di questa notizia: Copenaghen vertice