Giovanni Lilliu e l'incontro promosso da Legambiente: «Siamo stati imbrogliati»
CAGLIARI. Durante il sopralluogo al Poetto di ieri mattina, sono intervenuti in diversi: per testimoniare il loro dissenso verso «questo tipo di ripascimento». Ecco una sintesi di quello che han detto. Giovanni Lilliu (archeologo e accademico dei Lincei). «Dalla laguna di Santa Gilla all'abusivismo di Is Arenas nella stagno di Molentargius, passando per la necropoli di Tuvixeddu e le grotte dei primi insediamenti di San Bartolomeo e di Capo Sant'Elia, è stata una guerra continua contro l'ambiente e il paesaggio. Purtroppo hanno prevalso le Arpie e gli Attila. Il Poetto è solo l'ultimo episodio di un disinteresse fortissimo verso la valorizzazione dell'ambiente». Alberto Marcello (del dipartimento di Ingegneria ambientale). «Rimediare a quanto è stato fatto, è possibile. Di certo occorre sabbia prevalentemente quarzosa e con pochi feldspati. A Florinas c'è una cava con caratteristiche molto simili. Ma la situazione è da studiare molto bene: da un'equipe interdisciplinare. Personalmente non avrei toccato il fondo del mare: troppe le variabili in gioco, difficili da quantificare, ma questa è una mia opinione». Gianpaolo Mura (ingegnere chimico). «Io studio i processi e ho esaminato quanto detto sullo sbiancamento della sabbia. Il processo di ossigenazione funzina ma è molto lento. Le simulazioni fatte con l'acido nitrico non sono rappresentative perchè non c'è somiglianza coi processi naturali; ma anche se ve ne fosse, quelli naturali richiederebbero tantissimi anni». Umberto Allegretti (ordinario di diritto costituzionale). «Da giurista mi sembra che non siano stati rispettati tre livelli di intervento: di competenza, ora passate alla Regione; di finalità, non c'erano i presupposti per giustificare un intervento che è stato configurato urgente, da protezione civile; e di procedura, non è stata fatta una valutazione di impatto ambientale, che significa anche pubblicità delle procedure e possiblità di opposizione da parte dei cittadini». Rossano Caddeo (senatore dei Ds). «Colpisce il silenzio assordante della regione, anche perchè le competenze sono passate dallo Stato centrale alla Regione. Le direttive europee affermano che per gli interventi di ripasciemnto deve sempre essere fatto uno studio di impatto ambientale. In più: lo stesso ministero dell'Ambiente precisa che la valutazione d'impatto va eseguita per tutti gli interventi sulla costa». Gianpiero Pinna (consigliere regionale dei Ds). «Non è stato rispettato il capitolato d'appalto originario. Due giorni dopo l'inzio del ripascimento della sabbia, ho presentato in Regione un'interpellanaza, ma l'assessore competente, Emilio pani, non ha ancora risposto». Marina Valdes (consigliere provinciale della Margherita). «Il progetto originario è diverso, infatti ne è stato attuato un altro. Ma non esite alcuna procedura amministrativa che dimostri il passaggio dal primo (quello approvato) al successivo». Antonello Sanna (docente di urbanistica). «Gli interventi ambientali sono il frutto dell'incontro tra l'attività umana e il 'naturale'. Ma devono esserci progetti visibili: tutti devono sapere quali sono gli scenari possibili di un intervento. Ora riprendiamo il filo della progettazione e riprogettazione».