Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Poetto, dopo tre mesi le bugie vengono a galla

08/06/2002

autore: Roberto Paracchini

Legambiente: «Sandro Balletto aveva assicurato che a giugno la sabbia sarebbe ridiventata bianca»


CAGLIARI. «Il presidente della Provincia aveva parlato di tre mesi, poi la nuova sabbia del Poetto sarebbe ridiventata come quella preesistente, finissima e quasi bianca - ha precisato Vincenzo Tiana, responsabile regionale di Legambiente - noi siamo qui per verificare quanto affermato dal presidente Sandro Balletto: per controllare se la sabbia è ridiventata come prima». La Provincia (titolare dell'intervento sul Poetto) «ci aveva assicurato, quel 9 marzo, il giorno successivo alla prima immissione della nuova sabbia, che tutto si sarebbe risolto nel più breve tempo possibile. Il presidente Balletto ci disse che il colore nero della sabbia prelevata dal mare sarebbe sparito in tempi molto rapidi, in tre mesi, grazie all'ossigenazione. Ma così non è stato. Fu anche affermato che l'energia meccanica del moto ondoso avrebbe modificato e risistemato la sabbia sulla spiaggia facendo emergere la più fine e portando quella più grossolana verso il basso. Ma così non è stato. Il paesaggio è completamente diverso». Ieri mattina Vincenzo Tiana, accompagnato dall'archeologo e accademico dei Lincei, Giovanni Lilliu, e da diversi esponenti del mondo accademico e politico, ha fatto un sopralluogo sulla spiaggia del Poetto, vicino alla prima fermata. «Ieri, inoltre - ha informato Tiana - le ruspe hanno spianato la sabbia bianca (quella 'vecchia'), già accumulata a ridosso della strada e che iniziava a formare le dune (per proteggere dalla dispersione eolica), sulla sabbia nuova e scura». Poco dopo, durante la conferenza stampa, Giovanni Lilliu, riferendosi alla distribuzione della sabbia bianca su quella grigio scuro, preciserà che lui avrebbe «immaginato un intervento in omaggio alla bellezza di questa spiaggia, invece la delusione: abbiamo avuto un inbroglio». Arrivati vicino alla battigia, con la sabbia bianca alle spalle, attraversata la piattaforma in legno del gazebo, l'immagine prosaica di una sabbia scura e grossolana colpisce subito la vista della delegazione guidata da Tiana. Dalla poesia del vecchio Poetto alla prosa dell'oggi. Alberto Marcello (del dipartimento di Ingengneria ambientale) guarda con scetticismo il persistere di qualche pozzanghera. Alcuni minuti dopo preciserà che una certa quantità di limo, contenente anche un po' d'argilla, impedisce che l'acqua filtri come dovrebbe. Tre mesi fa, il primo giorno di ripascimento fatto all'altezza dell'Aias, la città si era svegliata in un incubo di sabbia scurissima. Pochi giorni dopo, il 14 marzo, la Provincia fece una conferenza stampa, in cui chiamò a raccolta diversi ricercatori e cattedrattici (di Cagliari, Roma e Urbino). Il presidente Balletto mostrò tre sacchetti di sabbia di colore diverso: da scurissimo a scuro, spiegando che «in pochi giorni la sabbia si è già schiarita». E sottolineando che si sarebbe schiarita sempre più, sino a diventare bianca. Alberto Marcello, invece, ha ribadito che è molto difficile che la sabbia ridiventi com'era prima: «Si è detto - ha affermato - che l'ossigenazione, producendo il processo di ossidazione, avrebbe eliminato il sulfurei che danno il colore scuro. E questo va bene, solo che di sulfurei ce ne sono pochi. Il colore scuro è dato prevalentemente dalla grande quantità di carbonato di calcio». Ora il ripascimento è finito: sia la fase di immissione della nuova sabbia, sia quella di sistemazione (grigliatura e pittinatura). In una ventina di giorni, sono stati «sparati» sulla spiaggia trecentosettantamila metri cubi di materiale. «Ma il colore e la granulometria sono un'altra cosa. Puntando alla quantità - ha sottolineato Tiana - hanno dimenticato la qualità. Ora ci troviamo di fronte a un'altra spiaggia dove le ruspe hanno solcato in lungo e in largo, mentre secondo le ordinanze della Capitaneria non si può giocare nemmeno a tamburelli». Il prossimo appuntamento è tra un mese: per capire come recuperare il danno».


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