Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Solo un miniaccordo a Copenaghen tra sei mesi nuovo incontro a Bonn

19/12/2009

Vertice sul clima. Nessun tetto all’emissione di gas serra, soddisfatta la Cina

COPENAGHEN. Miniaccordo sul clima a Copenaghen, ma non basta. Accordo importante ma «insufficiente», riconosce lo stesso Barack Obama, che è stato il regista indiscusso di quest’ultima decisiva tornata negoziale ma che sembrava aver dato una svolta più profonda al summit.
 Alla fine della giornata gli americani annunciano prima un accordo raggiunto con i Paesi emergenti e cioè con l’ostica Cina, l’India, il Brasile ed il Sudafrica. Poi rendono noto che tutti i Paesi industrializzati hanno dato il loro accordo a un testo che risulta veramente molto light rispetto a tutti i testi della vigilia. Senza cifre sul Co2 ma solo sugli impegni finanziari (30 miliardi di dollari dal 2010 al 2012 e 100 miliardi l’anno entro il 2020), senza vincoli legali e senza il riferimento al taglio delle emissioni del 50 per cento entro il 2050. I Paesi che hanno sottoscritto l’accordo si sono impegnati a mettere per iscritto gli impegni di riduzione dei gas a effetto serra per il periodo 2015-2020 entro il primo febbriaio 2010. Non sorprende quindi che i toni più soddisfatti siano usciti dal capo negoziatore della Cina, Xie Zhenhua, che ha esultato così: «È un risultato positivo e tutti dovrebbero esserne felici».
 Dà voce alla delusione europea il presidente francese Nicolas Sarkozy criticando «l’assenza di un riferimento per il taglio delle emissione globali di Co2 entro il 2050». Lo stesso Sarkozy ha poi annunciato che «una nuova conferenza si terrà a Bonn entro sei mesi». E ha spiegato che la organizzerà la cancelliera tedesca, Angela Merkel per preparare la prossima Conferenza sul clima in Messico alla fine del 2010.
 In tarda serata i 27 erano ancora riuniti per valutare questo accordo davvero «light» che, in ogni caso, deve essere presentato in plenaria per il voto.
 Di fallimento parlano apertamente le Ong e gli ambientalisti: «Si tratta di un fiasco totale», sottolinea lapidario Greenpeace. Fino a sera sono state molte le critiche da parte degli esperti, e anche dal Vaticano è arrivata la bocciatura: «L’impressione è quella della montagna che sta partorendo il topolino», ha detto monsignor Migliore, osservatore permanente della Santa Sede all’Onu.
 Fino a sera sono state molte le critiche da parte degli esperti, e anche dal Vaticano è arrivata la bocciatura: «L’impressione è quella della montagna che sta partorendo il topolino», ha detto monsignor Migliore, osservatore permanente della Santa Sede all’Onu.
 L’arrivo del presidente degli Stati Uniti Barak Obama, sbarcato in mattinata nel gelo della Danimarca, aveva dato una scossa all’inerzia del vertice. Ma l’accordo raggiunto è stato definito dallo stesso Obama, prima di ripartire per gli Stati Uniti, un accordo non «straordinario», anche se lo considera «un importante passo avanti».

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