Ultimatum del Ministero: sessanta giorni di tempo per ripulire terre e falde
19/12/2009
autore: Samuele Schirra
Porto Torres. Petrolchimico
Il ministero dell'Ambiente rompe gli indugi sulle bonifiche: entro sessanta giorni Syndial, società controllata dell'Eni, dovrà presentare i progetti che permetteranno di ripulire la zona industriale dai veleni e liberare subito quasi 500 ettari di terra da destinare a nuove attività produttive di fronte al mare. Il dicastero verde, dopo un anno e mezzo, ha preso atto dell'approvazione dell'analisi di rischio sulle aree Syndial da parte della Regione e dell'Ispra, il braccio tecnico del ministero. Il documento consente di valutare, in via quantitativa, i rischi per la salute umana connessi alla presenza di inquinanti nelle matrici ambientali. L'analisi del sito di Porto Torres individua esattamente le fette di terra da disinquinare, ma svincola anche centinaia di ettari non compromessi dalle sostanze tossiche che potrebbero essere subito utilizzati per creare imprese alternative alla chimica, contribuendo a frenare l'emorragia di disoccupati prodotta dalle multinazionali. L'area interessata è quella di fronte al mare, compresa tra il pontile del porto industriale e Fiume Santo. La nota del ministero sarà recapitata ai dirigenti della società controllata dell'Eni che a quel punto dovranno rispettare le disposizioni: avranno due mesi di tempo per presentare i progetti di bonifica che una volta approvati potranno permettere di riscattare dopo anni di ostaggio diverse aree. Nelle prossime settimane, nonostante i recenti ricorsi al Tar di Syndial, Polimeri Europa e Sasol che non vogliono riconoscere responsabilità sull'inquinamento del passato, partiranno anche le caratterizzazioni di acque e terreni pubblici previste dall'accordo di programma sulle bonifiche firmato a settembre. Porto Torres è un sito d'interesse nazionale dal 2003: da allora il ministero vincolava i nuovi insediamenti a costose prescrizioni che avevano prodotto solo l'effetto di allontanare gli aspiranti imprenditori. Oltre ai veleni ereditati dal petrolchimico stava maturando un'altra beffa, quella dei posti di lavoro svaniti. Ora gli investitori potrebbero riaffacciarsi nel Nord Sardegna. A questo punto diventa fondamentale che il ministero prenda in esame la nomina di un commissario straordinario per accelerare i processi di sviluppo nel territorio turritano soffocato dalla disoccupazione: nei giorni scorsi la Confindustria e il Consorzio industriale provinciale hanno proposto la candidatura del presidente della Regione, Ugo Cappellacci.