Rassegna Stampa
Testata: Il Giornale di Sardegna
Lady clima lascia il vertice. Assalto no global alla sede
17/12/2009
autore: Roberta Rianna
Copenaghen. Il ministro sostituito dal premier. Obama arriva domani: incoraggerà l'intesa
Lady clima saluta e se ne va. Alla vigilia dell'arrivo dei leader a Copenaghen il ministro dell'Ambiente danese, Connie Hedegaard, lascia la presidenza del vertice Onu. Al suo posto subentra il premier Lars Lokke Rasmussen, più adatto a moderare i negoziati nel rush finale. Ma le ragioni "protocollari", avanzate dagli organizzatori, non convincono. Per alcuni, il cambio di guardia repentino puzza di defenestrazione. Proprio la Hedegaard, nei giorni scorsi, era stata accusata dalle nazioni africane di favorire i Paesi ricchi. Un cortocircuito che aveva portato alla rottura delle trattative per qualche ora. Sarà il neopresidente Rasmussen, papà del neologismo
Hopenaghen (dall'inglese
hope, speranza), a spalancare le porte del Bella Center ai Grandi della terra. Dopo il premier britannico Gordon Brown e il collega cinese Wen Jabao, arriveranno in giornata gli altri 120 capi di Stato e di governo. Tutti tranne l'inquilino della Casa Bianca. Il presidente Usa Barack Obama, reduce dal ritiro del Nobel per la pace a Oslo, rimetterà piede nel Vecchio Continente soltanto domani. La sua presenza a Copenaghen servirà, ammette attraverso il suo portavoce, a raggiungere un forte accordo operativo. Nelle retrovie, intanto, si lavora per far quadrare il cerchio in vista dell'intesa finale. Il primo ministro etiope, Meles Zenawi, a nome dell'Africa intera, ha ammorbidito le richieste di finanziamenti ai Paesi ricchi (10 miliardi di dollari l'anno dal 2010 al 2012). L'Europa, dal canto suo, ha trovato una posizione unitaria sul taglio delle emissioni di CO2 al 20% entro il 2020, rispetto ai livelli di emissioni del 1990. Mentre gli Stati Uniti, riferisce il senatore americano John Kerry, hanno promesso uno stanziamento di un miliardo di dollari come prima tranche del finanziamento contro la deforestazione. I negoziati non si fermano, ma neanche la piazza. Il gelo e la neve di Copenaghen non hanno scoraggiato il popolo del clima, partito all'alba per sfondare la zona rossa. Migliaia di no global e ambientalisti hanno marciato verso la sede della conferenza. Ma l'assalto al Bella Center, congestionato ai varchi per il boom di accessi, è stato sventato dalle forze dell'ordine. La polizia danese ha caricato i manifestanti con lacrimogeni e manganelli. La protesta è terminata con 250 fermi, tra cui anche una trentina di italiani.
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