Rassegna Stampa
Testata: Corriere della Sera
I manifestanti arrivano al Bella Center, scontri con la polizia, 250 fermati
16/12/2009
Attesi i leader mondiali. cambio di guardia: Rasmussen presidente del vertice
Attesi anche 30 italiani. La Prestigiacomo protesta: mi hanno impedito di entrare
COPENAGHEN - Scontri tra manifestanti e polizia davanti al Bella Center di Copenaghen, sede della Conferenza Onu sul clima dove è atteso l'arrivo dei leader mondiali per le fasi finali del negoziato. All'interno del centro congressi cresceva il pessimismo sulla possibilità di arrivare a risultati concreti (
Gordon Brown ha detto che ci sono «molte questioni da risolvere»), mentre all'esterno c'erano momenti di grande tensione che hanno provocato un'irrigidimento del servizio d'ordine. A farne le spese tra gli altri anche il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo alla quale è stato impedito a lungo l'ingresso.
PRESTIGIACOMO - «Protesterò per la disorganizzazione totale, - ha detto la Prestigiacomo - non solo per i disagi personali che ho vissuto questa mattina ma stigmatizzerò la situazione anche per tutti gli italiani che hanno trascorso ore al freddo per entrare». «Oggi si può dire che - ha aggiunto la Prestigiacomo - occorre essere quindi più indulgenti sulle iniziative degli italiani, maestri in organizzazione. Qui a Copenaghen a turno è capitato a tutti di vivere simili situazioni». «Certo, per un rappresentante di governo che deve attivamente partecipare ai lavori del negoziato è anche più grave. Questa mattina - ha riferito il ministro - non ho potuto partecipare al coordinamento Ue». Per il ministro gli organizzatori «non hanno saputo gestire questa affluenza tripla rispetto alla capienza». Quindi il ministro dell'Ambiente ha raccontato quanto le è successo all'arrivo al Bella center: «Siamo andati all'ingresso principale - ha raccontato il ministro - ma siamo stati rimandati indietro perchè c'era la protesta quindi ci siamo recati a un ingresso secondario dove c'erano due file di accessi. Abbiamo scelto quello con meno gente ma siamo stati fermati dalla sicurezza in maniera molto brusca. Ci hanno rimandato indietro e questo dopo aver estratto passaporti, tesserini, aver spiegato ed esserci qualificati. In un minuto ci siamo ritrovati in mezzo alla folla che attendeva di entrare. Dopo essere rimasti intrappolati per molto tempo siamo riusciti a guadagnare l'ingresso e ho letteralmente scavalcato la transenna aiutata dall'ambasciatore italiano a Copenaghen».
FERMATI ANCHE 30 ITALIANI - In mattinata erano partiti due cortei, circa un migliaio i dimostranti, nonostante la fitta nevicata e il freddo intenso. Una volta arrivati davanti al Bella Center sono scoppiati violenti scontri con la polizia danese, che ha fatto massiccio ricorso a manganelli e gas lacrimogeni. Circa 250 le persone fermate, tra loro una trentina di italiani, tra i quali anche il portavoce del movimento
Climate Justice Action: era alla testa di un gruppo di giovani vestiti di nero che partecipavano a un corteo. Un altro italiano, Luca Tornatore, è stato fermato martedì. Altri manifestanti sono stati bloccati dalla polizia sulla strada che dal Bella Center conduce al centro di Copenaghen. Cordoni di polizia hanno chiuso i manifestanti su tre lati, mentre il quarto lato è costituito da un canale. La situazione è poi tornata tranquilla.
VERTICE BLINDATO, CAMBIO AL VERTICE - È dunque sempre più blindata la conferenza Onu sul clima, mentre
sono attesi 110 capi di Stato e di governo, tra cui Barack Obama, per le fasi finali del negoziato. Intanto alla presidenza del vertice c'è stato un cambio della guardia: fino a venerdì toccherà al primo ministro danese Lars Rasmussen dirigere i lavori della sessione di alto livello della Conferenza Onu. Lascia quindi la guida delle sessioni informali il ministro dell'ambiente danese Connie Hedegaard, che diventa commissario Ue al clima. Le dimissioni, ha sottolineato un portavoce, erano previste e non hanno alcun significato polemico o politico. Il passaggio del timone a Rasmussen segna un ulteriore aumento del livello politico della conferenza, dopo la parte iniziale gestita dagli sherpa e quella che ha avuto come protagonisti i ministri dell'ambiente dei 193 Paesi. Da giovedì il podio passa ai capi di Stato e di governo, alcuni già arrivati come il premier britannico Gordon Brown e quello australiano Kevin Rudd. Mentre Rasmussen si occupa di presiedere la plenaria, la Hedegaard è incaricata di condurre le consultazioni informali per cercare di stringere su un compromesso.
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