Rassegna Stampa
Testata: Il Fatto Quotidiano
Gli esperti di Copenaghen consigliano piccoli passi per ridurre l’inquinamento individuale
16/12/2009
autore: Diletta Varlese
Se le industrie esistono in funzione di cosa compriamo e consumiamo, ciò significa che quando compriamo e consumiamo stiamo emettendo un voto. Un voto che sceglie quanta Co2 rilasciamo nell’ar ia, per ogni singola cosa che serve alla nostra vita.
Questa si chiama “impronta ecolog ica”, cioè come le nostre scelte quotidiane influenzano l'aumento dei gas nocivi, il riscaldamento globale e il cambiamento del clima.
Ci sono tanti piccoli passi che possiamo compiere facilmente per ridurre la nostra impronta ecologica, in modo efficace e da subito.
Alison Gannet, consulente per le soluzioni sul cambiamento climatico, dice che “non è necessario tornare all’era delle caverne”.
Cominciamo: quali piccole cose da fare e un metodo da adottare .
Il primo passo è calcolare. Dobbiamo sapere qual è il nostro coefficiente di Co2 attuale. Molti siti permettono di farlo in modo dettagliato, uno è www.carbonfoot - pr int.com. La media per cittadino Usa è 20 tonnellate, in Europa siamo a 11, in Italia 7,7, la media dei paesi poveri è 3 e la media indicata dagli scienziati per stabilizzare l’aumento di temperatura globale è arrivare a 2 pro capite. Quando calcoliamo ci rendiamo conto in quale area siamo più “spendaccioni”. Allora è più facile essere efficaci e ridurre.
Qual’è l'area di consumo più ingente?
È la casa. Ma prima di fare investimenti da svenarsi per mettere i pannelli solari e cambiare le finestre, guardatevi attorno. Cambiate le lampadine con le quelle a basso consumo. Se potete mettere i Led, meglio ancora, consumano pochissimo. Un'altra cosa da adottare sono le prese multiple con l'interruttore per il circuito della corrente. Ogni volta che spegniamo elettrodomestici e computer, accertiamoci di aver interrotto anche il collegamento. Per gli spifferi alle finestre: applicate della plastica della grandezza della finestra, stiratela e fissatela con dello scotch e poi passare il phon cosicché si espanda perfettamente. È efficace tanto quanto cambiare le finestre. Non tutte, ma molte compagnie che forniscono elettricità e gas provvedono a fare test gratuiti per verificare dove sono spifferi e perdite. Inoltre, chiedete di applicare al vostro frigorifero un contatore di quanta energia sta consumando, prima di comprarne uno nuovo.
In quali altre aree possiamo intervenire?Il consumo personale è un altro punto importante. Ogni prodotto alimentare che non sia biologico è stato innaffiato di pesticidi, che hanno come base il petrolio. Preferite i prodotti che non hanno imballaggi, e quelli che sono coltivati vicino a dove abitate. Meno trasporti e meno benzina. Diversi supermercati premettono di comprare legumi e cereali sfusi. Abolite i prodotti che vengono da molto lontano, anche se sono di commercio equo. Usate le borse e gli zaini che avete. Fate il pane il casa. La raccolta differenziata aiuta moltissimo il riciclaggio. Comprate tutto quello che è possibile di seconda mano. Attenzione ai prodotti per il corpo. Sono pieni di petrolio. Potete cercare su
www.cosmeticdataba - se.com.
E l’auto? I trasporti? I viaggi? Se proprio dovete usare l’auto, usatela in più persone, e accelerate piano, consumate meno gas. I mezzi, più sono pubblici e meglio è. Utilizzate l’aereo come ultima chance. E ogni volta avete un dubbio su quando costa in Co2 un’azione, calcolate, è il modo più semplice per ridurre.
Chiavi di questa notizia: Copenaghen vertice