Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Copenaghen, 72 ore per “salvare il clima”
16/12/2009
Ma Stati Uniti e Cina sono ancora distanti. Attacco dei Black bloc
COPENAGHEN Settantadue ore per salvare il clima con una soluzione globale. Ma Usa e Cina, a tre giorni dall'ora x, sono sempre più distanti. Mantengono ferme le loro posizioni e lasciano aperte tutte le opzioni fino all'ultimo minuto. Ed è gelo sull'Europa. L'Ue aumenta il pressing su questi due paesi dai quali deriva la possibilità concreta di avere un accordo ambizioso sul clima al vertice di Copenaghen.
COMPROMESSI Intanto ai ministri arriva il richiamo della presidente danese della Conferenza Onu, Connie Hedegaard: «O si è pronti anche a compromessi o si fallisce».
I finanziamenti sono il cuore dei negoziati. Con un accordo su questo punto la strada è in discesa, ha sottolineato il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. E sui fondi, nei documenti usciti dai gruppi di lavoro preparati prima del via ufficiale alla sessione di alto livello si pensa a un registro o a un meccanismo di monitoraggio delle azioni nazionali di mitigazione dei cambiamenti climatici per ogni paese in via di sviluppo.
L'IRA DELL'AFRICA L'Africa intanto è sempre sul piede di guerra e difende a spada tratta l'unico strumento legale nella lotta ai cambiamenti climatici: «La morte del Protocollo di Kyoto è la morte dell'Africa», dice l'Unione Africana. E con i paesi poveri si schiera di netto il Pontefice, Benedetto XVI. Il papa ha affermato che l'abuso del Pianeta è una minaccia grave quanto il terrorismo e ha richiamato a «una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo» dei paesi ricchi.
La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha ammesso di essere «un po' nervosa» sull'esito del summit. «Ci sono due Paesi che rappresentano la metà delle emissioni dei gas nocivi a livello mondiale», ha detto il ministro svedese dell'Ambiente Andreas Carlgren, il cui Paese detiene la presidenza di turno della Ue.
La presidenza danese stringe i tempi. Convoca in notturna i ministri selezionati a gruppi geografici. Si vuole un testo. Oltre ai fondi, i target di riduzione per i paesi aderenti al Protocollo di Kyoto accendono gli animi ma non trovano numeri.
TENSIONE E sale la tensione con l'arrivo dei capi di stato e i premier, il presidente del Brasile, Ignacio Silva da Lula, il premier britannico Gordon Brown, il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad. La Conferenza, insomma, è sempre più affollata. E dopo la giornata del caos che ha visto 5.000 persone in fila anche fino a otto ore, la situazione è sempre calda.
BLACK BLOC La scorsa nottei Black bloc, con barricate in fiamme, molotov e petardi, sono tornati a colpire a margine del vertice Onu sul clima a Copenaghen e, per farlo, hanno scelto un luogo simbolo degli alternativi di tutta Europa: il quartiere di Christiania, la storica comunità hippie della capitale danese dove ieri è tornata la calma. Chiavi di questa notizia: Copenaghen vertice