Rassegna Stampa
Testata: La Stampa

Copenhagen, calma dopo le proteste

13/12/2009

COPENHAGEN - La polizia danese ha rilasciato la quasi totalità delle 968 persone arrestate ieri durante le manifestazioni svoltesi a Copenaghen, dove è in corso la Conferenza Internazionale sul Clima: solo 13 manifestanti rimangono ancora in custodia, e di questi solo 3 - due cittadini danesi e uno francese - dovranno comparire in tribunale. Secondo i dati forniti dalla polizia danese, ai cortei hanno partecipato circa 40mila persone, mentre gli organizzatori parlano di 100mila manifestanti; gli agenti, in assetto antisommossa, hanno fermato 968 persone, per la maggior parte appartenenti ai «Black Blocs». Stando a fonti vicine ad alcune ong, i «Black Blocs» hanno annunciato la loro intenzione di condurre la settimana prossima azioni contro il Bella Center, sede della Conferenza, in concomitanza con l’arrivo dei circa 110 capi di Stato che parteciperanno alla chiusura dei lavori.

Nell’agenda di oggi della conferenza Onu sul clima di Copenaghen solo una serie di incontri informali e riunioni bilaterali, mentre il Bella Center, il cuore operativo dell’evento, per questa giornata ha chiuso i battenti. Martedì già ci potrebbe essere un nuovo testo della presidenza danese che dovrebbe dare più chiarezza e definire meglio i contorni del testo base sul quale i ministri da martedì dovranno confrontarsi ufficialmente.

Ore quindi di rapporti serrati in attesa, a metà della prossima settimana, dell’arrivo dei capi di stato e premier. Per l’Italia, ad accelerare i tempi, è stato il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che, al suo arrivo al vertice, ieri, ha detto che «nella partita ci siamo dentro e lotteremo perchè il testo sia più equo possibile». Intanto oggi, tra le manifestazioni attese, i 350 rintocchi di campane in contemporanea alle 15.00 ora locale per ricordare al mondo dove fermare il tasso di anidride carbonica.

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