Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Rossano Caddeo: 'Sul Poetto politica dello struzzo'

20/05/2002

Perché la Regione non è intervenuta?»
Il Senato passa agli enti locali il ripascimento


CAGLIARI. Passano alla Regione tutte le competenze sui ripascimenti della sabbia. Ne da notizia Rossano Caddeo (senatore Ds) che precisa come sulla scia di quanto capitato al Poetto, «fatti che hanno ferito i sentimenti di molti cittadini, cagliaritani e no, e hanno suscitato polemiche destinate a durare, un contributo di chiarezza è venuto dal senato». Finora l'assessore regionale dell'ambiente era responsabile esclusivamente degli interventi realizzati nella spiaggia, «del suo utilizzo e della tutela delle sue caretteristiche paesaggistiche, comprese quindi anche le caratteristiche granulometriche e cromatiche della sabbia in caso di ripascimento», spiega Caddeo. «La novità dell'articolo approvato dal senato - continua - consiste nel fatto che anche i lavori da realizzare nell'acqua, compresa la tutela della Posidonia, dovranno essere curati e autorizzati dalla Regione e non più dal ministero dell'Ambiente. Un passo importante viste le polemiche sorte in questi ultimi due mesi. Ma «perchè - si domanda Caddeo - la Regione è stata così assente?».
A questo punto, però, «all'opinione pubblica non risulta chiaro chi deve porre rimedio ai danni e, soprattutto, chi dovrà evitare in futuro che si ripetano errori così gravi», continua Caddeo.
La questione non appare banale, dato che l'intervento del Poetto è solo una parte di un'ipotesi di ripascimento più ampia; e che l'amministrazione provinciale ha annunciato la necessità di intervenire in altre spiagge del cagliaritano e che simili esigenze vengono affacciate anche nel sassarese e nell'oristanese. In questo senso il senato, ribadisce Caddeo, ha dato una parola di «chiarezza con l'approvazione di un articolo del cosiddetto 'collegato ambientale' alla finanziaria 2002 che attribuisce alle regioni l'autorità per regolare e autorizzate tutte le operazioni di ripascimento degli arenili». Ma anche per il passato il dibattito in Senato «ha chiarito ogni dubbio». È dal 1977, infatti, spiega Caddeo «che le Regioni hanno pieni poteri su quello che si fa e si deve fare negli arenili. Ma allora perchè per il Poetto, l'assessore regionale all'Ambiente è rimasto a guardare? Dopo che il consiglio comunale di Cagliari ha imposto anche l'utilizzo della sabbia di mare, si è limitato a far approvare il progetto dalla giunta regionale in modo burocratico, subalterno ad una scelta politica priva di un adeguato supporto tecnico e delle necessarie verifiche delle qualità delle sabbia da utilizzare». Ma l'aspetto più grave è che, «quando il problema è apparso in tutta la sua gravità, la Regione ha continuato a lasciare la testa infilata sotto le centinaia di migliaia di metri cubi di sabbia scaricati sulla spiaggia». Per Rossano Caddeo le responsabilità sono chiare. «Il governo regionale - continua - fedele a una politica ambientale da Far West, ha accuratamente evitato di utilizzare gli strumenti di cui dispone. Dal 3 aprile del 2.000, su richiesta della stessa Regione, la 'costa di Cagliari' e 'lo stagno di Molentargius con i territori limitrofi' sono stati inseriti dal ministero dell'Ambiente nell'elenco dei siti di importanza comunitaria e delle zone di protezione speciale individuate sulla base delle direttive Cee (del '92/43 e '79/409)». Si tratta di norme che impongono che «in questi luoghi la realizzazione di qualsiasi opera pubblica o di trasformazione dell'ambiente dovrebbe essere sottoposta preliminarmente a valutazione d'impatto ambientale nei modi che la stessa regione ha stabilito con una sua legge del 1999». A questo punto ritorna la domanda: perchè tutto questo non è stato fatto? «Perchè - chiede Caddeo - la scelta politica imposta dal comune di Cagliari all'amministrazione provinciale non è stata sottoposta a una valutazione di compatibilità ambientale e paesaggistica?». A questi interrogativi «manca finora una risposta. Bisogna invece darla in nome di una trasparente assunzione di responsabilità e per definire il metodo e le procedure con cui intervnire in futuro sia per ridurre il danno arrecato al Poetto, sia per affrontare il ripascimento delle altre spiagge colpite dall'erosione». Non va, infatti, dimenticato che «l'industria turistica ha una tale rilevanza nell'economia isolana che non è possibile infliggerle altri danni».


Chiavi di questa notizia: Poetto