Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
«Noi giovani pronti a salvare il pianeta»
13/12/2009
autore: VITO FIORI
Andrea Grondona, liceale maddalenino, rappresentante della Sardegna alla Conferenza mondiale sul clima racconta la sua “missione”
«All'inizio non credevo che potessero succedere degli incidenti, era l'ultima delle cose a cui io e gli altri giovani pensavamo». Andrea Grondona, liceale maddalenino, rappresentante della Sardegna alla Conferenza mondiale sul clima grazie all'iniziativa del British Council, è stupito per quanto sta accadendo a Copenaghen. Beata gioventù, lui è l'immagine dell'entusiasmo e nei giorni trascorsi in Danimarca (è rientrato appena due giorni fa) non si è posto nemmeno il problema che i black bloc potessero riuscire a rovinare l'atmosfera di festa che circondava l'evento.
«Qualcuno, tra gli organizzatori, alla Conferenza dei giovani, ci aveva parlato di una possibile svolta violenta della marcia che si stava organizzando in concomitanza con i discorsi ufficiali dei rappresentanti dei vari Paesi. Siamo stati invitati pure a fare la massima attenzione a chiunque cercasse di infilarsi tra noi. Anche perché, questo era il monito, se fosse successo qualcosa di grave l'Onu non avrebbe più concesso autorizzazioni per partecipare a questi eventi».
Quindi eravate tutti in guardia. «Certo, ma la sola partecipazione al forum parallelo, fuori dalla struttura dove si incontravano le delegazioni dei diversi Stati, per noi tutti era un motivo di gioia».
Invece, 700 arresti, disordini e un clima di tensione esagerata. «Di sicuro è un duro colpo per i giovani che con tanta sensibilità hanno deciso di andare a Copenaghen per far sentire la loro voce e per cercare di creare un futuro migliore alle nuove generazioni». Andrea è un sognatore, non esserlo a 18 anni è impossibile. A Bruxelles, tappa di una notte prima di raggiungere la meta - così ha scritto nel suo blog - si è stupito nel non vedere la stessa sua partecipazione emotiva in un coetaneo belga incontrato per strada. «Credo - dice - che questo incontro sia la prova di come la popolazione mondiale non avverta il problema del surriscaldamento globale. Pierre è l'esempio del giovane che, non essendo al corrente del ruolo che ognuno di noi potrebbe avere come individuo, lascia che tutto si perpetui. Ma i giovani, che subiranno i danni provocati all'ambiente, dovrebbero essere consci della sfida che ci aspetta».
Il militante Andrea va oltre: «Pierre è di quelli convinti che a occuparsi di cambiare i destini del mondo debbano essere i politici o le associazioni ambientaliste. È un errore. Per fortuna sono arrivato a destinazione, ci sono tanti altri ragazzi come me, arrivati da ogni parte del pianeta e carichi di buoni propositi per questa nuova esperienza che ci attende. Veniamo da Paesi che sono agli antipodi, da culture completamente diverse ma lo scopo è uguale per tutti. Adesso, nonostante la stanchezza, non è tempo di dormire, bisogna agire per realizzare il nostro sogno».
Il sogno di Andrea, un international climate champion , non si avvererà certamente nell'immediato futuro, le logiche economiche del mondo occidentale non tengono in grande conto le utopie giovanili, e probabilmente la Conferenza mondiale sul clima registrerà lo stesso medesimo risultato di questi inutili summit in cui si parla moltissimo, qualche volta si prendono impegni - che poi non vengono mantenuti - e spesso si litiga in maniera del tutto inconcludente.
Andrea Grondona, grazie a un progetto finanziato da Parco dell'arcipelago maddalenino e dalla Provincia gallurese, era stato selezionato, per il tour danese, dal British council. Una straordinaria esperienza la sua, che ieri ha raccontato ad altri ragazzi di La Maddalena, curiosi si sapere com'era andata. La sensibilizzazione delle coscienze comincia da qui.Chiavi di questa notizia: Copenaghen vertice