Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Per l’ambiente festa ma anche scontri

13/12/2009

autore: ROBERTA RIZZO

VERTICE SUL CLIMA A COPENAGHEN Greenpeace coinvolge cento piazze Anche in Italia cortei pacifici
Grandi manifestazioni colorate disturbate dai black bloc: 600 fermati 

 MILANO. Sono tra le 600 e 700 le persone arrestate ieri in seguito agli scontri tra polizia e Black bloc a Copenaghen. Nella città super blindata per il vertice sul clima, che vede riuniti i leader delle Nazioni Unite, è stato infatti il giorno della protesta. La manifestazione di ambientalisti e no-global è iniziata in modo pacifico, con canzoni e bandiere colorate. Un grande corteo variopinto simile a quelli organizzati in tanti altri paesi asiatici ed europei che hanno partecipato alla giornata mondiale di mobilitazione sui cambiamenti climatici. Molti i cartelli con slogan e frasi in difesa del Pianeta come: «Cambiate la politica, non il clima», ma ad un certo punto si sono creati momenti di tensione. Nel corteo, al quale hanno partecipato in 30.000, secondo la polizia, e in 100 mila, secondo gli organizzatori, si sono infiltrate alcune centinaia di black-bloc che hanno infranto diverse vetrine, fra cui quelle della Banca Nazionale e del ministero degli Esteri, lanciando mattoni e almeno una molotov.
 Alcuni camioncini della polizia sono stati accerchiati dagli “uomini vestiti di nero” e a quel punto sono iniziati i tafferugli. A vigilare il corteo e le strade della capitale danese sono stati chiamati in servizio ben 7000 poliziotti.
 Molti black bloc sono stati caricati dagli agenti in assetto antisommossa, altri sono riusciti a fuggire e quelli fermati sono stati portati nelle celle d’acciaio preparate ad hoc. Una struturra provvisoria ricavata da un enorme deposito della birra nazionale Tuborg, alla periferia di Copenaghen. Il bilancio degli scontri conta anche due feriti: un agente colpito al volto da un sanpietrino, mentre a un dimostrante è scoppiato in mano un petardo che stava per lanciare. La manifestazione si è poi conclusa davanti al Bella Center, sede del 15º vertice Onu.
 Cortei pacifici hanno sfilato anche nelle strade di molte città del mondo. Decine di migliaia di persone sono scese in piazza ad Hong Kong, in Indonesia, nelle Filippine, in particolare a Giacarta, dove 150 membri di organizzazioni ecologiste hanno protestato davanti all’ambasciata degli Stati Uniti.
 A Manila centinaia di studenti si sono riuniti davanti alle sedi istituzionali vestendosi con abiti e bandane rosse, mentre in Australia si è svolta la “Camminata contro il riscaldamento” che ha visto la partecipazione di 40.000 manifestanti. E in Italia l’associazione Greenpeace ha coinvolto 100 piazze di 25 città per chiedere ai leader del vertice di Copenaghen di raggiungere un accordo storico per salvare il clima.
 «I cambiamenti climatici e la pace nel mondo sono due facce della stessa medaglia», ha detto Francesco Tedesco di Greenpace, «se non agiamo ora per ridurre i gas serra il Pianeta andrà incontro ad una bomba climatica destabilizzante». E in piazza San Marco, a Venezia, sono stati riprodottti dei pinguini su alcuni striscioni e cartelli per chiedere urgenti provvedimenti contro l’inquinamento. Un manifesto di circa 2 metri con la scritta in lingua inglese:”La Terra prima di tutto. Agisci ora” è stato incollato al muro esterno dell’Ara Pacis, a Roma, e l’acqua della fontana del monumento augusteo è stata coloratta di verde. L’insolita proritesta è stata messa in atto da alcuni attivisti che hanno detto di far parte del movimento ecologico “Earth First”.

Chiavi di questa notizia: Copenaghen vertice