Rassegna Stampa
Testata: L'Unita

CO2, via le compensazioni e le truffe

11/12/2009

autore: M. Mon.

Un’ impresa offre la possibilità di stracciare i permessi. Così i Paesi Ue avranno meno alibi
Due terzi dei soldi destinati a progetti nel sud del mondo finiscono a banche e intermediari

Piantare un albero in Amazzonia per continuare a inquinare in Europa. Più la compensazione delle emissioni di Co2 diventa lo strumento preferito di Governi e industrie per fare riduzioni virtuali, aumentano le critiche e c'è anche chi si organizza per mettere gli inquinatori dei Paesi ricchi con le spalle al muro.
Jane Burston, britannica di 28 anni con laurea in filosofia, l'anno scorso ha fondato con un amico un’impresa per la compensazione della CO2: Carbon Retirement. Un volo per una persona Roma-Parigi andata e ritorno? Il calcolo si fa direttamente sul sito: si emettono 200 chilogrammi equivalenti di CO2, ma si possono compensare con 4,5 euro pagabili online.
La differenza, rispetto agli altri enti e alle compagnie aeree che investono in progetti che riducono le emissioni, è che i soldi vengono utilizzati per comprare i permessi di emissione in Europa e farne carta straccia, togliendoli così alle imprese dell'Ue e costringendole a inquinare meno. «Forniamo i mezzi per essere responsabili per le proprie emissioni, senza dover finanziare dubbiosi progetti nei Paesi in via di sviluppo», spiega Jane, «vogliamo affrontare il problema alla radice: l'inquinamento prodotto dai Paesi sviluppati. Ne produciamo di più: se non le riduciamonon riusciremo a risolvere il problema del cambiamento climatico».
Il Clean Development Mechanism (Cdm) è il meccanismo dell’Onu che consente agli aderenti al Protocollo di Kyoto di compensare nel Terzo mondo le proprie emissioni, difeso a spada tratta in Europa da Paesi comel'Italia che non hanno voglia di metteremanoai propri sistemi industriali inefficienti. Il ministro Prestigiacomo si batte per un maggiore utilizzo delCdm:«elemento di flessibilità cruciale per l'Italia».
Ma una ricerca presentata ieri dai giovani imprenditori britannici a Copenaghen mostra che in realtà dueterzi degli investimenti in compensazioneCdmfiniscono nelle tasche degli intermediari: consulenti, banche, società. Nel 2008 nell' Ue i Cdm hanno avuto un giro di affari di 1,2 miliardi di euro,masolo 359 sono arrivati ai Paesi in via di sviluppo. E gli Amici della Terra accusano: «Invece di compensare, i Paesi sviluppati dovrebbero fare grandi tagli alle proprie emissioni».

Chiavi di questa notizia: Copenaghen vertice