Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Poetto, Zirone contro l’impresa
15/05/2002
autore: Maria Francesca Chiappe
Secondo l’assessore ai Lavori pubblici i macchinari non sono idonei per la grigliatura
«Via le pietre dall’arenile o bandirò una nuova gara»
CAGLIARI. Ultime dalla Provincia: se entro 10 giorni l’impresa non sostituirà i macchinari per la pettinatura e la grigliatura del nuovo Poetto l’assessore ai Lavori pubblici bandirà una nuova gara d’appalto. Renzo Zirone, furente per i risultati fin qui ottenuti, nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo: le pietre sull’arenile sono ancora molte. Troppe. «L’impresa deve rispettare la granulometria prevista capitolato, non voglio vedere un granello più grande di due millimetri». Le parole dell’assessore suonano come un ultimatum. E sanno tanto di scontro con la ditta appaltatrice che avrebbe già dovuto ultimare i lavori e che invece è stata costretta a riaprire il cantiere per continuare con il lavoro di grigliatura. «A mio avviso i risultati non sono piacevoli», spiega Zirone. «Io non sono un tecnico e quindi non posso dire che i loro macchinari non sono idonei per l’operazione prevista dal contratto. Però vedo il risultato e allora dico che i mezzi che utilizza l’impresa non sono idonei perché lasciano le pietre». Scenario prossimo venturo: «Provvederò personalmente a bandire una nuova gara per la grigliatura e la pettinatura della spiaggia». Dunque, anche se tecnicamente i lavori di ripascimento sono finiti, di fatto proseguono. «Li ho messi in mora - informa Zirone - con tre diversi ordini di servizio, il primo risale al marzo scorso». La querelle con l’impresa parte da lontano e lo si scopre soltanto oggi. O meglio, qualche voce era filtrata a suo tempo ma nessuno confermava ufficialmente. In sostanza: quando la draga ha cominciato il lavoro, con i grani più o meno spessi, più o meno neri, ha prelevato dal fondo del mare anche grosse pietre. Tre volte, per iscritto, la Provincia ha invitato la ditta appaltatrice a sostituire la griglia di 9 centimetri con una più sottile in modo che non passassero le pietre. Per l’impresa sarebbe stato però troppo oneroso: la draga si sarebbe intasata ogni due minuti, si sarebbero dovuti fermare di continuo, pulire e ripartire. In due settimane mai avrebbero potuto riversare i 370.000 metri cubi di sabbia che sono riusciti a gettare sul Poetto lavorando senza sosta, festivi inclusi. E allora: «Siamo rimasti d’accordo», dice oggi Zirone, «che una volta riversata la sabbia, l’impresa avrebbe provveduto a eliminare ogni corpo superiore ai due millimetri». La grigliatura c’è stata, la pettinatura anche, ma il risultato non è quello sperato. E Zirone lo dice. Anzi, grida. «L’altro giorno al Poetto sono stato sentito mentre discutevo con i responsabili dell’impresa. La Provincia ha un solo interesse: rendere più fruibile e migliore la spiaggia. Lo hanno visto tutti che insieme alla sabbia è stata riversata una certa quantità di pietre: le devono togliere tutte. Devono rispettare al millesimo il contratto». Di più: Zirone assicura che controllerà personalmente, a scanso di equivoci. «Farò fare almeno sei fossi di un metro cubo per verificare che non ci siano più pietre». Altrimenti? «Altrimenti farò ricominciare i lavori. Non certo d’estate, per non compromettere la stagione balneare, ho fatto di tutto per riaprire la spiaggia ai bagnanti». Il Poetto andrà agli esami di riparazione in settembre? Chissà. Per il resto, tutto a posto: «Sono stati prelevati i campioni d’acqua, è tutto in regola», sottolinea Zirone. Così, a prima vista, però non sembra: l’acqua è ancora torbida per la presenza di limo. Probabilmente aveva ragione l’assessore regionale all’Ambiente quando suggeriva di aspettare due mesi dopo la fine dei lavori prima di verificare lo stato di salute del mare. Ci sono anche problemi nuovi, legati alla mareggiata della settimana scorsa: la sabbia non drena l’acqua che ristagna sull’arenile. Protestano i titolari dei chioschetti ma per Zirone non c’è ragione: «Per formare i “laghetti” al Poetto da sempre basta un acquazzone». Si apre un nuovo fronte di polemica.
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