Qualcuno, e non pochi, quando la settimana scorsa è uscito il mio pezzo su Santa Igia, nel quale citavo, en passant, il Poetto fra gli scempi di questa nostra città, mi ha detto: «Beh? Tutto qui? Non dici niente? L'anno scorso hai scritto ben altro per l'anfiteatro!». Sono rimasta sorpresa. Mi sono detta, da buona cagliaritana «Immoi mi ciccanta po' xertai!» (adesso mi cercano per litigare, per chi fosse «straniero»). E perché no? È un ruolo che mi si addice, dopo tutto!. Nel medioevo sardo c'erano proprio i «Kertatores», i litigatori, gli avvocati, che sostenevano le cause in tribunale. In questo modo non mi sposto molto dal mio ambito! E allora «litighiamo» pure sul Poetto. Beh, che l'operazione sia - come dire? - infelice, non ci vuole un maligno per capirlo e per dirlo. Chissà chi se l'è pensata questa soluzione: qualcuno che è stato in Brasile e voleva fare una Copacabana locale? Mmmm, troppo fantasioso. A essere maligni vengono in mente altre cose, purtroppo! Una non vede più l'estro bizzarro... Poi qualcuno mi ha fatto notare che coi 70 metri di larghezza in più, per molti lotti di terreno i 150 metri dal mare saranno raggiunti, il che li renderà edificabili e moltiplicherà in senso esponenziale il loro valore... Beh, c'è qualcuno che è più maligno di me!! Comunque - nel migliore dei casi - si tratta di una operazione maldestra, che ha provocato un danno ecologico difficilmente riparabile. La cosa bella del Poetto era che anche le persone che non sanno nuotare, come certe amiche mie, potevano entrare in acqua e camminare tranquille per decine e decine di metri, senza pericolo... beh, ora non sarà più così. Resteranno sulla battigia a guardare un mare non più smeraldino e rassicurante, ma divenuto scuro e insidioso, che dirupa improvvisamente, profondo e pericoloso. Care mamme: vi sconsiglio di distrarvi quest'estate, se avete ragazzini in età prescolare e che non sanno nuotare! Ma orco cane! Noi rivolevamo solo un po' della nostra bella sabbia bianca! Non volevamo il deserto del Sahara, o la piazza dei Centomila! Solo un po' della nostra soffice, dolcissima, e bianchissima sabbia! I danni fatti dal vento e dalla stupidità degli amministratori passati, potevano essere semplicemente dribblati con qualche camion pieno di sabbia di cava: l'avevano trovata: bella, bianca, soffice, uguale alla nostra, e a parità di costi. Allora c'è da chiedersi: perché il Comune ha lasciato che l'impresa scegliesse questa strada? Cosa voleva essere: un «amarcord» di «Su Siccu»? Intanto noi cagliaritani avremo un'estate triste, con una sabbia scura e fangosa, piena di conchiglie taglienti (i poveri piedini dei nostri bambini!), appollaiati sulla battigia a guardare il mare torbido e scuro. Eh, però abbiamo una spiaggia larga 70 metri in più!!! Certo, come no: è una bella soddisfazione avere una spiaggia sulla quale non puoi camminare! Cui prodest? Si chiedevano sempre i romani, gente pratica, cioè: a chi giova? Beh, diventate un po' maligni anche voi, santo cielo!
Ps.: Secondo voi, noi cittadini ci possiamo costituire parte civile?