Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

«I cormorani solo vittime degli incapaci»

09/12/2009

autore: Claudio Zoccheddu

I problemi vanno ricercati nell’inquinamento e nei danni causati dalle opere pubbliche distruttive
Tre associazioni ambientaliste danno la colpa alle gestioni dello stagno

CABRAS. Un tempo si associava l’idea di puntualità agli orologi svizzeri. Ora la si potrebbe collegare alla immancabili polemiche tra ambientalisti, pescatori e i alcuni rappresentanti della classe politica; che a dire degli ambientalisti amplificano i desideri dei lavoratori degli stagni. Ovviamente, l’argomento di discussione sono i cormorani che svernano sulle acque degli stagni dell’Oristanese.
 In particolar modo a ridosso delle lagune di Cabras.
 Infatti, tre associazioni ambientaliste (Lega per l’Abolizione della Caccia, Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra) hanno deciso di sottoscrivere un documento eloquentemente intitolato “Cormorani, capri espiatori di gestioni incapaci”.
 Secondo gli agguerriti ambientalisti i gravi danni, spesso disastri, degli stagni oristanesi avrebbero ben altre cause: «Si va dagli inquinamenti alla cattiva gestione, fino ad arrivare alle pesanti e distruttive opere pubbliche.», dicono gli ecologisti rappresentati da Stefano Deliperi, «Purtroppo si tratta di una pessima pagina nella gestione dell’ambiente e di un’importantissima risorsa economica».
 Insomma, ambientalisti e pescatori leggono la vicenda dei cormorani in maniere diametralmente opposta.
 Proprio come la richiesta di poter abbattere gli uccelli che, secondo i pescatori, rimane l’unico metodo efficiente per dissuadere i cormorani dal rimpinzarsi lo stomaco con i muggini di Cabras: «In caso di malaugurato accoglimento della richiesta ci rivolgeremo con specifico ricorso alla Commissione Europea.», afferma ancora il portavoce Stefano Deliperi, «In seguito si aprirà, con elevata probabilità, una nuova procedura d’infrazione nei confronti dello Stato e della Regione».
 Secondo gli ambientalisti, inoltre, non esisterebbero dati certi sulla dimensione della popolazione dei cormorani, proprio come l’abbattimento dei voraci pennuti non sarebbe la giusta contromossa da attuare.
 Inoltre, le doppiette tuonerebbero in quelle che la stessa legge regionale definisce “oasi permanenti di protezione faunistica”.
 Insomma, i pescatori sono pronti a far fuoco contro i cormorani mentre gli ambientalisti minacciano ricorsi all’Unione europea.
 Niente di nuovo, dunque, perché la storia si ripete. In attesa dei necessari chiarimenti che possano premettere ai cittadini di comprendere la reale gravità della situazione.

Chiavi di questa notizia: Stagno di Cabras