Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Legambiente: «La Tossilo Spa non ha più ragione di esistere Puntiamo sulla differenziata»
09/12/2009
autore: Tito Giuseppe Tola
Iniquo l’aumento dei costi del servizio di incenerimento Il sistema tariffario regionale premia chi smaltisce in discaricaMACOMER. L’aumento delle tariffe per il trattamento dei rifiuti negli impianti di Tossilo non può essere la risposta ai problemi di smaltimento che l’hanno determinato e la società mista Tossilo Spa non ha più ragione di esistere in quanto non c’è più il socio privato, mentre quello pubblico, il Consorzio Zir, è in liquidazione. Questa la linea indicata dal circolo Legambiente di Macomer all’Osservatorio provinciale dei rifiuti il quale propone di premiare la raccolta differenziata.
«L’aumento dei costi del servizio di incenerimento - sostiene Legambiente - appare una soluzione iniqua e inadeguata alle esigenze, che invece richiederebbero una seria politica di gestione del sistema integrato dei rifiuti nell’intero territorio regionale». Il problema di fondo è l’organizzazione del servizio su base regionale. «Più cresce la raccolta differenziata - si legge nella relazione del movimento ambientalista - maggiori sono i costi del servizio di incenerimento. Questa la realtà del nostro sistema di gestione regionale. Questo elemento è stato sottovalutato dai Comuni su cui ricadono l’onere dell’organizzazione e i costi del servizio di raccolta. Oggi il problema emerge in tutta la sua chiarezza. Più i Comuni differenziano e meno rifiuti secchi andranno ad alimentare i forni di Tossilo».
Legambiente ritiene che sia giunto il momento di rivedere il sistema tariffario regionale che rischia di disincentivare la raccolta differeziata. I Comuni che conferiscono a Tossilo pagano una bolletta ben più cara rispetto a quelli che conferisocno in discarica, a prezzi di gran lunga inferiori.
Ma c’è anche un altro elemento sul quale Legambiente manifesta perplessità. L’associazione ritiene che non si possa più rinviare il riassetto della Tossilo Spa, che definisce «un’anomalia». La società è stata costituita nel 2001 tra un soggetto pubblico, il Consorzio Zir, e uno privato, il Consorzio Macopsissa. «Oggi - si legge nella relazione di Legambiente - la sopravvivenza della società appare insostenibile visto che da anni ha perso il suo partner privato e lo stesso soggetto pubblico che ne decise la nascita, il Consorzio industriale, è al centro di un processo di liquidazione per le scelte operate dalla Regione. C’è da chiedersi che senso abbia mantenere in piedi una società che ha costi esosi anche solo per la stessa retribuzione delle cariche degli amministratori quando i parametri economici fondamentali per il buon andamento del sistema di trattamento (la tariffa) è di fatto decisa in automatico dalle direttive del Piano regionale». Legambiente auspica che la società venga soppressa al più presto «perchè gli impianti - conclude -, come avveniva nei primi anni di vita, tornino sotto il controllo di un soggetto pubblico che garantisca in forma gratuita, il controllo di un organismo territoriale in cui siano rappresentati la Regione, la Provincia di Nuoro e i sindaci del territorio».
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