Rassegna Stampa
Testata: Il Fatto Quotidiano

Il verdetto di Copenaghen

08/12/2009

autore: Emanuele Piano

IL SUMMIT E L’ULTIMA CHANCE DEL CLIMA

Abbiamo provato a condensare i principali punti del summit sul clima in cinque domande e altrettante risposte
Che cosa è il vertice di Copenaghen?
Le delegazioni di 192 Paesi del mondo si riuniranno fino al 18 dicembre nella capitale danese per discutere la firma di un accordo globale sui cambiamenti climatici. Questo è il quindicesimo summit – noto anche come COP15 – sul tema. I possibili risultati del vertice sono due: un accordo globale legalmente vincolante con un obiettivo temporale definito (2020 o 2050) ed un accordo quadro aperto che rimandi ad ulteriori colloqui nel 2010. Dal 1992, anno della prima conferenza sui cambiamenti climatici a Rio de Janeiro, le emissioni di gas serra del mondo sono aumentate del 38 per cento.
Perché serve un (nuovo) accordo globale?
Nel 1997, durante la conferenza di Kyoto in Giappone, i principali Paesi del mondo avevano adottato un protocollo per la riduzione delle emissioni di gas serra del 5,2% entro il 2012. A oggi soltanto gli Stati Uniti non hanno ancora sottoscritto l’impegno. L’obiettivo del COP15 è un trattato che includa gli Usa e venga a termini con i nuovi inquinatori. La Cina è diventata nel 2008 il Paese con le più alte emissioni di anidride carbonica al mondo.
Il cambiamento climatico, realtà o finzione?
Negli ultimi 800mila anni - secondo le ricostruzioni degli studiosi - il clima terrestre ha sempre alternato epoche di glaciazione e di surriscaldamento. «L’impatto dell’uomo ha alterato l’equilibrio naturale. Nel 2009, ad esempio, siamo arrivati ad una concentrazione di CO2 parti a quasi 390 ppm (particelle per milione) contro un livello massimo naturale di 290 ppm. La soglia critica oltre la quale assisteremo a dei rilevanti cambiamenti climatici è a 400 ppm che, secondo le previsioni, raggiungeremo nei prossimi 10 anni. Secondo l’Ipcc (panel intergovernativo sui cambiamenti climatici) e senza interventi riparatori entro il 2100 la temperatura del pianeta salirà di 4 gradi, i mari di quasi mezzo metro, scompariranno le estati ghiacciate ai Poli ed aumenteranno le perturbazioni del clima. Negli ultimi 200 anni la temperatura della Terra è aumentata di 0,7 gradi .
Quanto costa il cambiamento climatico?
“Responsabilità comune, ma dif ferenziata”. Paesi ricchi e Paesi poveri. Nessuno intende sobbarcarsi le spese per adattarsi ai cambiamenti climatici. La Banca mondiale stima centinaia di miliardi l’anno l’aiuto da destinare ai Paesi in via di Sviluppo per ridurre le emissioni. A questo andrebbero aggiunti i fondi da destinare alle energie alternative per ridurre la dipendenza dai carboni fossili. Secondo due ingegneri californiani, Mark Jacobson e Mark Delucchi, un piano energetico planetario per produrre il 100% di energie rinnovabili costerebbe circa 100 trilioni di dollari. Un decimo della cifra è stato speso per salvare le banche d’affari americane.
Quanto inquiniamo adesso?
Gli statunitensi guidano la classifica mondiale di emissioni di CO2 con quasi venti tonnellate pro capite l’anno. La media dei Paesi dell’Ocse è di 11 tonnellate di anidride carbonica l’anno, mentre un cinese arriva a poco meno di quattro ed un libico ad otto. Se però prendiamo i dati aggregati, la Cina da sola emette più CO2 di tutta l’Europa ed ha superato gli Usa. Secondo Mathis Wackernagel, l’impronta ecologica dell’uomo sul pianeta ha superato nel 1999 la capacità di rigenerazione delle risorse naturali della Terra.

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