Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Poetto, il Polo sotto accusa

07/05/2002

autore: Stefano Ambu

La rivoluzione nella pineta scatena le ire del centrosinistra


 

QUARTU. Dopo l'ira degli ambientalisti, ora arrivano le contestazioni dell'opposizione: il piano della giunta sulla pineta del lungomare piace solo alla maggioranza. Ieri si è riunita la commissione «Poetto» per la presentazione del progetto dell'esecutivo che divide gli ottantamila metri quadrati in riva al mare in due metà: quarantamila metri quadri destinati al parcheggio e il resto da dare in concessione ai privati (il bando è stato già pubblicato) per attività commerciali e ricreative. Obiettivo della giunta: lanciare definitivamente la pineta come il nuovo luogo d'incontro estivo per i quartesi. Ma l'opposizione non ci sta. Ieri, il capogruppo Ds Tonio Lai lo ha detto: «Non vogliamo essere ambientalisti a tutti i costi, ma qui è in atto un processo di stravolgimento del Poetto». Azzerato il vecchio progetto presentato dall'amministrazione Milia, che sul lungomare aveva immaginato un'oasi naturalistica a misura d'uomo, con chioschetti, torrette per il birdwaching, impianti sportivi ecocompatibili e spazi gioco e assistenza riservati a bambini e disabili. Nella pineta disegnata da Milia nessuna traccia di parcheggio, anche perchè, secondo gli ambientalisti, l'ingresso delle auto in mezzo ai pini avrebbe sfidato fin troppo i vincoli paesaggistici e idrogeologici che potreggono l'area. Ma il sindaco Davide Galantuomo non vuole sentire ragioni: chiede ai suoi detrattori di trovare un pezzo di carta che dica no ai parcheggi. Gli ambientalisti del gruppo di Intervento giuridico, però, non sono dello stesso avviso: ribadiscono che i vincoli ci sono e aggiungono: «A quanto ci risulta è ancora in vigore l'ordinanza del 1996 che nega sia la sosta che la circolazoine delle auto nella pineta». Gli attacchi sul versante politico sono ancora più duri: «Questo progetto - tuona Lai - anzichè valorizzare, distrugge un bene che Quartu farebbe bene a consegnare alle future generazioni. L'unica cosa che si salvaguarda, in questo caso, è l'interesse di un paio di stabilimenti balneari». Il piano di «riminizzazione», secondo il capogruppo Ds sarebbe già iniziato: «In barba alle indicazioni dell'Asl, i chioschetti che in teoria avrebbero dovuto vendere soltanto ricci, sono stati trasformati in ristorantini. E' tutto in regola?»

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