Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Manifestazione al Poetto del Centrosinistra 'Combattiamo l'arroganza in difesa del territorio'

06/05/2002

autore: Roberto Paracchini

«Un'offesa alla nostra cultura e alla nostra vita»

La sabbia scura «un'indecenza per tutta la città»


CAGLIARI. La signora Flavia Cocco Ortu, ha «quasi ottant'anni», come precisa lei stessa. Ha raccontato di essere una frequentatrice del Poetto dall'età di nove mesi. Ma di non riconoscerlo più. «Era una spiaggia sicura - ha affermato - ora non lo è più. Hanno fatto uno scempio. Spero che quest'inverno vi siano violentissime mareggiate in grado di portarsi via tutto e di ridarci la vecchia cara spiaggia dei nostri ricordi». La signora Flavia non ha simpatie per la sinistra, ha sempre votato a destra, ma questa storia del Poetto non la manda giù. E ieri mattina, come tanti altri, era lì, al Poetto, sulla spiaggia della prima fermata, a testimoniare la propria indignazione. I consiglieri del centro sinistra della Provincia, dei Comuni di Cagliari e Quartu, e della Regione ha raccolto, ed esposto su manifesti volanti, una serie frasi celebri dell'amministrazione provinciale sul Poetto («tutto ritornerà come prima entro tre-quattro mesi»), più le indicazioni del capitolato d'appalto iniziale («decisamente disattesi»), come preciserà Giacomo Guadagnini, già assessore ai Lavori pubblici nella Giunta di centro sinistra guidata da Nicola Scano, e promosso un confronto coi cittadini sul «disastro del Poetto», coordinato dal giornalista Giorgio Melis. «Tutti noi ci sentiamo offesi - ha precisato Gianni Loy, consigliere comunale di Cagliari dell'opposizione - molto offesi per questa mancanza di democrazia. Anche se per assurdo non ci fosse stata più sabbia bianca e fosse rimasta solo quella scura, quello che deve farci indignare è la totale mancanza di democrazia di coloro che hanno deciso sulle nostre teste per un qualcosa che appartiene alla nostra vita: la spiaggia del Poetto». Sì, quanto è capitato sulla spiaggia dei centomila, ha sottolineato Gianmario Selis (consigliere regionale dei Popolari, già presidente dell'assemblea del governo dell'isola), «è un'offesa alla nostra cultura, alla nostra vita e alla nostra storia. Segno di incompetenza e di arroganza culturale, incapace di rispettare un qualcosa come il Poetto che fa parte delal nostra vita e del nostro sentire. Un'azione che mostra che stanno riducendo tutto a merce. Per questo dobbiamo dire 'no': essere vigili, oggi sul lungomare cagliaritano e domani su tutto il resto. Quello a cui stiamo assistendo è un modo di agire violenta: di aggressione al territorio, alla coscienze e sensibilità collettiva che questi territori rappresentano, come il Poetto. Vigiliamo, difendiamo e mobilitiamoci, altrimenti rischiamo di perdere il senso della nostra identità». Durante il dibattito è stato anche fatto osservare come il presidente della Giunta regionale, Mauro Pili, non abbia ancora fatto sentire la sua voce, «eppure della vicenda-Poetto ne parla tutta l'Italia. Ma forse Pili ha già eletto a capoloogo dell'isola Olbia, al posto di Cagliari». Intanto quanto accaduto ha colpito tutti, anche i bambini, come testimonia l'abitante del lungomare, Andrea Cornalia, che ha raccontato che, inizialmente, è stato il figlio a dirgli che c'era qualcosa che non andava. Poi «ho verificato: tutto diverso. L'ho raccontato in giro, ma nessuno mi credeva. Sembrava impossibile». «Noi politici - ha riprso Gianni Loy - dobbiamo innanzi tutto fare autocritica, e io la faccio, per non essere intervenuti subito a bloccare questo scempio, con la forza e la decisione necessaria. Dobbiamo difendere il nostro patrimonio». Questa volta però «il caso-Poetto non deve diventare un altro anfiteatro romano dove, dopo alcuni mesi di proteste, tutto è rimasto inbrigliato nel legno, coi turisti che quando arrivano per vedere uno dei più bei monumenti dell'era romana, possono oggi ammirare solo lamelle di legno». Il progetto iniziale di ripascimento della spiaggia, non era così, «affatto», ha precisato con forza Giacomo Guadagnini, che di quel piano è stato il padre. «Noi - ha spiegato - avevamo coinvolto tutti gli enti amministrativi locali: dal Comune di Cagliari a quello di Quartu, soprintendenza compresa. Sinchè nell'agosto del '99 venne tenuta una conferenza dei servizi con tutti i possibili interessati, che diedero il loro assenso al nostro progetto, che non è quello che hanno applicato adesso. Noi avevamo predisposto indicazioni molto precise su colore e granulometria per far sì che la sabbia fosse identica a quella preesistente». Poi, per giustificare questo tipo di intervento con la sabbia di mare, «sono state affermate tante cose, tutte bugie. Si è detto che quella di mare costava meno, mentre è costata meno solo per l'impresa, i cittadini l'hanno pagata ugualmente; così come si è giurato che trasportare la sabbia di cava avrebbe comportato un danno all'ambiente perchè sarebbero stati necessari 500 camion di sabbia al giorno, mentre sarebbero stati 50». Il Poetto, si è detto, è diventato un caso nazionale. «Mi chiamo Tizianno Polese, sono friuliano - ha raccontato un giovane - l'ultima volta che sono venuto in Sardegna, prima di oggi, era 10 anni fa: ero rimasto ammirato e sbalordito dalla bellezzza della vostra spiaggia. Ora protestate, protestate e protestate».


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