Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Rischio idrogeologico, un piano di emergenza per l’Unione del Logudoro
05/12/2009
autore: Barbara Mastino
I sette Comuni del territorio hanno bandito una gara per la stesura del Pec: nascerà un centro operativoOZIERI. I comuni appartenenti all’Unione del Logudoro si doteranno di un Piano di Emergenza Comunale e Intercomunale relativo al rischio idraulico e idrogeologico. Si tratta di un adempimento previsto da leggi nazionali e regionali che richiamano la necessità che ogni ente locale si doti di programmi di prevenzione e di messa in sicurezza delle zone a rischio e di un apparato di intervento pronto per ogni evenienza. Nei giorni scorsi l’ufficio tecnico dell’Unione ha bandito la gara per l’affidamento della stesura del piano.
Per il piano (la gara scade il 28 dicembre) è prevista una spesa di 46 mila euro finanziata con fondi propri. Una volta redatto il Pec i sette comuni dell’ente, ovvero Ardara, Ittireddu, Mores, Tula, Pattada, Nughedu San Nicolò e Ozieri, avranno a disposizione uno strumento di coordinamento per programmare interventi ordinari e straordinari sulle criticità relative al rischio idraulico e idrogeologico. Sulla base del piano sarà infatti creato un centro operativo intercomunale che coordinerà l’attività dei responsabili Pec dei singoli comuni e l’azione sul territorio dei presidi di Protezione Civile. Azioni e compiti saranno quindi concordati con istituzioni quali i Vigili del Fuoco, le associazioni di soccorso e le forze dell’ordine. Il Pec, conforme alla normativa regionale e nazionale e adeguabile alle eventuali successive modifiche della legge, dovrà essere duttile e prevedere una rapida modulazione degli interventi al variare degli scenari di rischio, anche a seconda delle specificità dei singoli comuni. La sua stesura comporterà non solo studi sul territorio dal punto di vista idrogeologico e idrico, indispensabili per individuare le aree a rischio, ma comprenderà anche un’attenta analisi dei percorsi della viabilità, delle infrastrutture, delle strutture ricettive e delle strutture sanitarie e di Protezione Civile. Tutto ciò servirà per programmare eventuali piani di evacuazione e di emergenza che dovranno essere pronti a mettersi in moto al primo segnale di pericolo. Il tutto sarà inserito in un database e in un sistema informativo dotato di rappresentazione cartografica che sarà messo a disposizione dei comuni, degli operatori di Protezione Civile e anche degli stessi cittadini. In una seconda fase il piano, concordato con ogni singolo Comune, dovrà essere “collaudato” e messo in pratica con interventi di formazione e addestramento degli operatori impegnati e di informazione alla popolazione. La prima fase, ovvero la stesura della bozza, dovrà essere pronta entro sessanta giorni dalla stipula del contratto. Nei trenta giorni successivi alla presentazione i Comuni, tramite l’Ucl, formuleranno eventuali osservazioni e proporranno modifiche e integrazioni da inserire nel Pec. Entro altri 90 giorni il piano sarà collaudato e diverrà operativo.
Chiavi di questa notizia: Dissesto idrogeologico