Esperti a confronto. Fresi: 'Pareri diversi e confusione nei cittadini'
CAGLIARI. «Intervenire sulla spiaggia del Poetto è come restaurare su un'opera d'arte», è stato detto ieri durante il simposio di legambiente «La spiaggia del Poetto, un caso nazionale, quali scenari futuri». A ognuno il suo ruolo, ha precisato Eugenio Fresi (docente di ecologia all'università Tor Vergata di Roma), lamentando il fatto che la Regione non ha controllato il tipo di intervento che è stato fatto. Fresi ha anche spiegato che nella spiaggia dei centomila c'è un problema ambientale e uno di percezione del medesimo. Aspetto, quest'ultimo, del tutto trascurato, e causa di tantissimi danni. Nel ripascimento del Poetto, l'errata gestione politica dell'intervento ha portato anche a uno scontro tra diversi ricercatori, creando ulteriore confusione nell'opinione pubblica, ha sottolineato Fresi. Inoltre le norme che tutt'ora regolano i ripascimenti, ha spiegato Fresi (che ha concorso a crearle) puntano: a non crare danni ambientali nel mare, nè ai cittadini, mentre non si interessano della compatibilità della sabbia con la precedente. Si tratta di un limite che andrà superato. Da qui la richiesta del presidente regionale di Legambiente, Vincenzo Tiana, di inserire delle norme sulla compatibilità e, quindi, il rispetto del paesaggio preesistente. Paolo Orrù (direttore della commissione di monitoraggio della Provincia) ha ribadito che l'azione dell'aria e del mare renderà compatibile la nuova sabbia (per colore e granulometria) con la preesistente. E precisato che prima di normalizzarsi, la nuova sabbia immessa nel Poetto avrà bisogno, in termini di tempo, da uno a cinque anni («a Calagonone ci sono voluti quattro anni»). Fortemente critico, invece, Gaetano Ranieri (docente di geochimica) che ha ricordato come, sette anni fa, aveva proposto («inascoltato») una commissione di esperti per arrivare a un intervento più attento. Tra le altre cose, Ranieri ha precisato che occorre tenere presente anche i fenomeni macro-ecologici («l'aumento della temperatura del globo») e di antropizzazione dell'uomo: «Tutti possiamo notare che quando, dietro la spiaggia, vi sono costruzioni, questa è più assotigliata; mentre è più larga dove, dietro, non c'è niente. E questo perchè circa un trenta per cento di sabbia, negli anni è finita persa nelle varie abitazioni e nelle saline». L'errore maggiore «è stata la fretta», ha continuato Ranieri, sottolineando che la sabbia «non diventerà mai più bianca com'era prima, se non fra diverse migliaia di anni».