Legambiente: «Si è rovinato il paesaggio» - Oggi manifestazione alla Prima fermata
CAGLIARI. «Il senso di appartenenza della città e del territorio verso il Poetto è stato spezzato. Il paesaggio è diventato un altro: la sabbia è diversa, per colore e granulometria», ha affermato ieri mattina Vincenzo Tiana (presidente della Legambiente regionale) nell'introdurre il simposio «Poetto, un caso nazionale». «Il paesaggio è stato alterato: si è fatto un disastro ambientale e, anche, antropologico», ha affermato poco dopo Gianpiero Pinna (consigliere regionale ds). Tiana ha ricordato come l'intervento sulla spiaggia faccia parte di un più generale progetto di riqualificazione di tutto il sistema umido di Molentargius. All'inizio del ripascimento, ha continuato il presidente di Legambiente, «il responsabile della Provincia, Sandro Balletto, aveva parlato di due-tre mesi di tempo prima di riavere la spiaggia come prima. Bene, tra un mese verificheremo». «Se la sabbia non sarà ridiventata come prima - ha informato Tiana - domanderemo che venga ripristinato il paesaggio precedente». Oggi, intanto, il centro sinistra terrà un dibattito pubblico al Poetto (alle 10.30). Legambiente, da parte sua, ha raccolto diverse migliaia di firme: per chiedere che venga resa ai cagliaritani l'immagine del Poetto che «fa parte della storia della città. No alla rassegnazione andrà rimessa sabbia compatibile con quella precedente». Restano poi anche gli altri problemi irrisolti, «in particolare la mobilità. Siamo quasi arrivati alla stagione balneare, ma niente si è mosso». Aspetto, quest'ultimo, ripreso anche da Tonino Piludu (segretario della Cgil): «Non si è più parlato dei trasporti. Rischiamo la pineta divenga un parcheggio». «Chi fa le cose, come le fa e chi le controlla», si è domandato Rossano Caddeo (senatore ds). «Attualmente - ha continuato Caddeo - è in Parlamento un disegno di legge che darà alla Regione competenze per i ripascimenti. Ma già da oggi dipendono dalla Regione (che deve controllare) gli interventi sulla spiaggia emersa». Il finanziamento per il ripascimento del Poetto venne recuperato tra il '96-'97 durante la Giunta di centro sinistra guidata da Federico Palomba. «Visti i risultati - ha affermato Palomba - non vorrei dovermi pentire. Ma allora si parlava di ripascimento con sabbia di cava, come ipotesi prevalente. Perchè si è cambiato? Ora la Regione dovrebbe fare una conferenza di servizio con Provincia, Comuni e Capitaneria di porto per verificare la situazione e per informare l'opinione pubblica su ciò che è stato fatto e perchè. Non vogliamo più essere tenuti all'oscuro». L'intervento eseguito sul Poetto, ha precisato Lucia Venturi (responsabile scientifico nazionale di Legambiente), «è l'esempio più emblematico di come le cose non si devono fare. Innanzi tutto c'è un vergognoso scaricamento di competenze. Va ribadito, invece, che la Regione ha piena competenza, mentre questa scarica le responsabilità sulla Provincia che, a sua volta, si trincera dietro i tecnici. Di fatto è mancato, sin dall'inizio, un lavoro di trasparenza verso la città. In più: il Poetto è anche un problema di percezione sociale. Bisognava, prima di ripascere, coinvolgere l'opinione pubblica mostandogli gli scenari possibili a seconda che si fosse fatta una scelta o l'altra (sabbia di mare o di cava). Non solo: ci è stato mostrato che la sabbia ridiventa chiara, se 'lavata' con l'acido citrico. Va, però, detto che si tratta di simulazioni e che, in questi casi, non è detto che la natura riproduca gli stessi risultati. Inoltre quando si parla di un intervento su un ecosistema, come è una spiaggia, e si prospetta risultati futuri possibili con l'intervento di agenti naturali, va sempre tenuto presente che le variabili in gioco sono tali e tante che è molto difficile prevedere tutti gli effetti e, quindi, i risultati finali. Altrimenti si creano false illusioni».