Contraddizioni in riva al mare: ora i tecnici smentiscono i politici
CAGLIARI.Poetto: la storia infinita. Mentre i bulldozer, come molti temevano, spargono i cumuli di sabbia originale su quella grigio-topo, Legambiente annuncia che tra un mese farà un sopralluogo con alcuni parlamentari e, per bocca della responsabile scientifica Lucia Venturi, invita la Provincia «a dire le cose come stanno, senza coprirsi dietro i tecnici e le presunte bombe degli ecoterroristi».
Dibattito dai toni forti, ieri all’Ersu: sala tappezzata dagli articoli dei giornali e, su un tavolino, le cartoline da spedire al presidente Sandro Balletto (ne sono state raccolte 3500). «Chiediamo solo il rispetto degli impegni: ci avevano assicurato che la sabbia sarebbe diventata bianca in tre mesi», ha rilanciato il presidente Vincenzo Tiana, ricordando quanto poco del progetto originale (viabilità, cordone dunale e zone verdi) sia stato finora realizzato. Nel mirino, in particolare, lo “scoordinamento” tra gli esperti. Tant’è che il direttore del dipartimento di Scienze della Terra, Felice Di Gregorio, vista la delicatezza della situazione, ha preferito ascoltare tutti in religioso silenzio. La confusione spiazza gli stessi addetti ai lavori. Lo ha rilevato Eugenio Fresi, docente di Ecologia all’Università Tor Vergata, tra gli autori della normativa sui ripascimenti, lo ha ribadito Tonino Piludu (Cgil). Il geologo Paolo Orrù, responsabile del monitoraggio, ha illustrato i dettagli, spiegando che il ritrovamento delle bombe ha ritardato i lavori di un mese. «La fase di monitoraggio inizia adesso e per vedere qualche risultato bisognerà aspettare almeno un anno. Non è stato mai detto che la sabbia sarebbe diventata bianca in tre mesi», ha aggiunto Orrù, contraddicendo le dichiarazioni dell’assessore Renzo Zirone dopo l’inizio dei lavori. Orrù ha poi spiegato che «nel progetto è stato previsto un piccolo aumento di granulometria della sabbia per rendere la spiaggia stabile senza necessità di opere di contenimento», ancora contraddicendo Zirone, che ha più volte assicurato la sistemazione in mare di «un chilometro e mezzo di fascine salva sabbia». Quanto al colore, Orrù ha indicato la causa «nei solfuri dovuti alla decomposizione del materiale organico, scomparsi negli esperimenti con l’acido nitrico fatti in laboratorio», ed ha assicurato che la sabbia è stata dragata rigorosamente nei luoghi pattuiti. «Sconfinare avrebbe significato raccogliere limi e argille». Il consigliere provinciale dell’opposizione Marina Valdes, con una dettagliata ricostruzione storica, ha replicato che «i tracciati della draga dicono esattamente il contrario». Insomma, in caos. Proprio quando, ha anticipato il senatore Rossano Caddeo, stanno per passare alla Regione le competenze in materia di dragaggi. L’ex presidente Federico Palomba ha auspicato una conferenza di servizi tra Regione, Provincia e Comuni. Molti hanno mostrato perplessità sull’opuscolo distribuito dalla Provincia durante la sagra di Sant’Efisio: una “pubblicità ingannevole”, l’ha definito il consigliere regionale Giampiero Pinna, rilanciando l’idea di sottoporre la questione a una Commissione europea. La storia continua e oggi (ore 10.30, Prima fermata) ci sarà un’altra manifestazione del centrosinistra: “Salviamo il Poetto”.