Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Nessun vertice alla Maddalena
15/11/2009
autore: Guido Piga
Le promesse non mantenute: Prenotato per la Vuitton Cup, l'albergo non può essere lanciato per l'estate 2010
Braccio di ferro tra Marcegaglia e Bertolaso per l’ex arsenaleLA MADDALENA. Berlusconi aveva annunciato otto vertici per (ri)lanciare l’immagine e l’economia della Maddalena, dopo il G8 scippato. Finora, c’è stato solo quello con la Spagna. E’ saltato quello con la Serbia, spostato a Roma. Sono incerti i prossimi, a cominciare da quello con la Russia. Perché? Perché le strutture turistiche non sono pronte e perché la Vuitton Cup si prende molto spazio.
Il vertice. Giovedì scorso si è tenuto un vertice a Roma. Convocato dalla presidenza del Consiglio, vi hanno partecipato i rappresentanti di Regione, Comune, protezione civile e del gruppo Marcegaglia. Unica notizia diffusa: la Vuitton Cup si farà a maggio alla Maddalena. Niente di nuovo, dunque. Almeno apparentemente. Perché dietro le quinte si sono manifestati punti di vista diversi (e non sempre conciliabili). Guido Bertolaso, capo della protezione civile, è stato nominato da Berlusconi commissario straordinario per la Vuitton Cup, la seconda regata velica al mondo per importanza. Avrà gli stessi poteri che aveva per il G8: per legge, potrà derogare alle leggi. Una decisione eccezionale presa dal Governo per dargli la possibilità di fare tutto senza intoppi, vista la ristrettezza dei tempi. Bertolaso ha bisogno soprattutto di una struttura: quella dell’ex arsenale. Sarà quello il centro organizzativo della regata, da qui fino a maggio. Ed è per questo che, anche finito il 2009, l’anno del G8, Bertolaso potrebbe continuare a tenerne la gestione. Quella che avrebbe dovuto passare a Mita Resort, la società della Marcegaglia che ha vinto la gara. Al momento, la Marcegaglia è ferma: non ha potuto avviare l’arredamento dell’hotel. La data di consegna è slittata da luglio a settembre, infine ai primi di novembre. Un ritardo che rischia di far saltare il lancio della struttura per l’estate del 2010 e che, per ora, ha fatto annullare i vertici internazionali programmati. A cominciare da quello con la Serbia, per passare a quello con la Russia. Senza l’hotel funzionante, non è possibile organizzarli.
La protesta. In questo quadro di grande incertezza, la Provincia è assai preoccupata. Nelle settimane scorse, l’assessore provinciale all’Ambiente Pierfranco Zanchetta (Pd) ha inviato una lettera alla struttura di missione del G8: il depuratore, realizzato con 10 milioni di euro, non funziona, e i reflui scaricano direttamente nella linea di costa, invece che nella condotta sottomarina. La struttura di missione ha scaricato le colpe sulla società che ha realizzato l’impianto. La società, Opere pubbliche spa, sostiene invece di aver terminato tutti i lavori, e certifica la piena funzionalità dell’impianto. Chi ha ragione?
Opere abbandonate. Il caso dell’impianto di depurazione, clamoroso, non è il solo che allarma La Maddalena. «Non sappiamo nulla dell’arsenale - dice Zanchetta -. E’ stato assegnato? E in caso contrario, perché? Che cosa sta succedendo? Al momento, non ci sono lavori in corso, quindi temiamo che la stagione 2010 possa essere compromessa. Senza la struttura aperta, non ci saranno assunzioni, non ci sarà la ricaduta economica che La Maddalena aspetta con ansia».
L’altro albergo, quello realizzato al posto dell’ospedale militare, è in una situazione peggiore: il primo bando di gara per la sua gestione è andato deserto, il secondo - annunciato da Bertolaso a settembre - non è stato ancora pubblicato.
«Non solo - chiude Zanchetta -: la Regione, che l’ha finanziato e che è titolare di quell’area, non è entrata in possesso della struttura. Rischiamo di assistere a una colossale incompiuta, e a essere penalizzata sarà La Maddalena. Ma la Regione non ha proprio niente da dire?».
Chiavi di questa notizia: Maddalena