Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Nuove analisi sui fanghi sospetti
13/11/2009
autore: Enrico Carta
Il giudice ha nominato il perito che inizierà l’esame il 3 dicembreORISTANO. Il 3 dicembre inizieranno i prelievi. Sarà il primo atto per arrivare alla verità. L’ingegnere ambientale Massimo Mereu sarà al porto industriale per cominciare l’esame dei fanghi, corpo del reato dell’inchiesta ormai approdata di fronte al primo giudice, quello per le udienze preliminari, Mauro Pusceddu, che ha deciso di dare vita ad una nuova perizia tecnica che porti all’accertamento senza che vengano alimentati dubbi di parzialità. L’inchiesta è quella legata al presunto inquinamento collegato all’accumulo di fanghi, derivanti dal dragaggio di un canale del porto, in un terreno di proprietà del Consorzio industriale.
Secondo il pubblico ministero Paolo De Falco, una parte di quegli stessi fanghi sarebbero poi stati utilizzati irregolarmente per alcune opere pubbliche, che dovevano essere portate avanti dalla stessa ditta che aveva raccolto i fanghi e che avrebbe dovuto smaltirli. Secondo l’accusa, anche lo smaltimento sarebbe avvenuto senza il rispetto delle procedure di legge. E così, gli avvisi di garanzia prima e, più tardi, le richieste di rinvio a giudizio avevano riguardato oltre l’ex direttore del Consorzio Industriale, Sergio Niedda, anche cinque dipendenti della della ditta Intercantieri Vittadello, Antonio Giannella, Brunello Fulini, Carlo Zelco, Matteo Ferrazza e Dario Sangallo.
Il giudice ha così sostanzialmente accolto le richieste presentate due udienze fa dagli avvocati difensori Guido Manca Bitti e Roberto Nati, legali per i dipendenti della Vittadello, e Agostinangelo Marras che assiste Sergio Niedda. I prelievi serviranno per capire se davvero i fanghi contenessero elementi che dovevano essere smaltite secondo procedure particolari. I carabinieri del Noe, che effettuarono il sequestro dell’area in cui furono accumulati, spiegarono infatti di aver riscontrato un’eccessiva quantità di metalli pesanti e sulla scorta di questo accertamento il pubblico ministero procedette spedito con l’inchiesta.
Prima di decidere sull’eventuale rinvio a giudizio, il giudice si è quindi tutelato affidando ad un esperto di fiducia i nuovi accertamenti che verranno eseguiti attraverso dei prelievi a campione nei vasconi di raccolta del Consorzio Industriale che contengono i fanghi tuttora sotto sequestro.
L’esito delle nuove analisi chiarirà meglio quale strada dovrà seguire il procedimento. In ogni caso, anche un esito differente che modificasse quello degli accertamenti dei carabinieri del Noe, non dovrebbe comunque riguardare il capo d’imputazione legato all’utilizzo fuori norma dei fanghi in opere pubbliche, tra cui il rifacimento di alcuni tratti della Carlo Felice. Ad attendere la perizia c’è anche il Comune di Santa Giusta, che si era costituito parte civile assistito dall’avvocato Raffaele Miscali.
Chiavi di questa notizia: Inquinamento