Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Il sindaco spegne Fiumesanto

31/10/2009

autore: Samuele Schirra

Porto Torres. Il primo cittadino contrario alla proroga: «Investano i 500 milioni come da accordi»
Mura: «Bisogna avviare i gruppi a carbone»

Stop alle ciminiere di olio combustibile a Fiume Santo. Il sindaco Luciano Mura vuole spegnere i gruppi 1 e 2 da 320 megawatt, altamente inquinanti e in deroga da anni, e lo fa sapere al ministero verde: se entro i primi sei mesi del 2010 E.on, gestore tedesco della termocentrale, non comincerà a costruire l'impianto a carbone da 410 megawatt che dovrebbe sostituire quelli a olio combustibile e integrarsi con quello a carbone già esistente, lui emanerà un'ordinanza di emergenza sanitaria in tutto il territorio turritano «perché le emissioni sono oltre la legge». La sfuriata di Mura è conseguente a quanto il primo cittadino ha appreso durante la Conferenza dei servizi che si è svolta giovedì a Roma al ministero dell'Ambiente proprio per affrontare il caso Fiume Santo. Il primo cittadino ha scoperto che E.on aveva già presentato un documento in cui chiedeva un'ulteriore deroga fino al 2012: altri tre anni di fumi inquinanti nel cielo di Porto Torres. Lo stabilimento di Fiume Santo è tra i dieci poli energetici italiani a più alta propagazione di Co2: gli studi di Legambiente hanno certificato la presenza di 4,3 milioni di tonnellate diffuse nell'aria ogni anno, 700mila in più di quanto previsto dalla direttiva europea Ets. È presumibile che la fetta di inquinamento sia provocata proprio dai vecchi gruppi a olio combustibile. «Quando nel 2007 assieme a tutti gli altri enti locali, Regione compresa, accettammo il progetto del vecchio gestore Endesa, mettemmo su carta l'impegno alla chiusura degli impianti a olio combustibile in favore di uno a carbone con emissioni ridotte. In quell'accordo erano compresi altri punti che avrebbero trasformato Fiume Santo in un sito sostenibile», spiega Mura. Si parlava di liberare porzioni di spiaggia da sfruttare in chiave turistica e di un passaggio graduale al metano. «Ora non solo appare sempre più palpabile la volontà di E.on di accantonare quel progetto, ma si continuano a chiedere autorizzazioni che non rispettano il territorio. L'ultima deroga ai vecchi impianti è stata fornita dal Prefetto, giustificata dall'obbligo di garantire la continuità energetica ai cittadini. Ma se l'azienda non ci dice che entro i primi sei mesi del 2010 cominceranno i lavori del nuovo gruppo, emetterò un'ordinanza di emergenza sanitaria. Il Prefetto non potrà non tenerne conto», aggiunge il primo cittadino. La partita del carbone vale milioni di euro: 500 per realizzare il gruppo. Il ministero dell'Ambiente ha dato l'ok, rilasciando ad agosto la Valutazione d'impatto ambientale che contiene però una montagna di prescrizioni. Una su tutte: la realizzazione della copertura del carbonile, un'area a cielo aperto dove viene stoccato il combustibile. E poi l'installazione di filtri, monitoraggi continui dei camini, progetti di forestazione lungo il perimetro, bonifiche e protezione del vicino sito paleontologico. Un investimento destinato, quindi, a lievitare. Per ora è più conveniente produrre energia con le vecchie e inquinanti ciminiere. Ma il sindaco Mura si oppone e sono pronti a dargli man forte anche il primo cittadino di Sassari, Gianfranco Ganau, e il presidente della Provincia, Alessandra Giudici.

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