Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Sopralluogo dei magistrati a Capoterra

04/11/2009

autore: M. L.

L’alluvione del 2008. Ispezionati i «punti critici» segnalati dal Corpo Forestale

CAGLIARI. La diga di Poggio dei Pini è l’epicentro del disastro, ma sono anche altre le cause dell’alluvione del 22 ottobre 2008 che ha devastato l’area di Capoterra e provocato quattro vittime. Ieri mattina i pm Guido Pani e Daniele Caria hanno compiuto un sopralluogo nei siti della sciagura con gli uomini del Corpo Forestale.
 In circa quattro ore i due magistrati hanno passato in rassegna i punti caldi segnalati nella relazione tecnica del Nucleo ispettivo, l’alveo del rio San Girolamo e la foce del fiume, dove acqua e fango hanno seminato morte e distruzione. Risultato: i ponti sono stati ricostruiti esattamente dov’erano nel 1999, l’anno della penultima alluvione. Solo quello del centro di Poggio dei Pini, dove hanno perso la vita... sarà rimesso in piedi più a valle. Segno chiaro che in quel punto, con la minaccia del lago, non doveva essere costruito. Poi c’è il problema del letto del San Girolamo, strettissimo, a tratti tortuoso e invaso dalle abitazioni costruite senza un ordine. Soprattutto costruite senza tener conto della presenza del fiume, il fiume che raccoglie e incanala naturalmente le acque quando si verificano eventi atmosferici come quello del 22 ottobre. Che non sono eccezionali, perchè la successione dei disastri nell’area di Capoterra è impressionante. C’è poi anche il sistema Hydrocontrol, realizzato per proteggere il complesso del centro di ricerca: così com’è produce gli effetti di una sorta di diga.
 Il sopralluogo è servito ai due pubblici ministeri per verificare direttamente l’attendibilità delle conclusioni raggiunte dal Corpo Forestale ed esposte nella relazione che costituisce la base del procedimento penale. Il lavoro però è tutt’altro che finito: ora si tratta di mettere in relazione cause ed effetti con le eventuali responsabilità. Un lavoro a ritroso, destinato nelle intenzioni della Procura a rintracciare l’origine delle decisioni, delle autorizzazioni temerarie rilasciate a Rio San Girolamo e a Frutti d’Oro, per arrivare all’assenza di un piano d’emergenza e al tempo trascorso inutilmente tra l’annuncio del diluvio e le misure di emergenza. I quattro morti hanno cancellato i tempi della prescrizione, perchè l’inchiesta è per omicidio colposo plurimo e i fatti risalgono ad appena un anno fa. Quindi il tempo c’è e con quello la speranza che almeno questa volta si arrivi alla verità.

Chiavi di questa notizia: Dissesto idrogeologico