Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Sestu, il torrente riappare con le piogge
22/10/2009
autore: Francesco Pinna
Sabato la commemorazione dei morti del 2008 e del 1946I sacchetti verdi con la sabbia sono ancora ammucchiati davanti alle abitazioni, pronti a trasformare le strade più a rischio in vere e proprie trincee. Il Comune e i militari della Brigata Sassari ne avevano distribuiti oltre duemila l'anno scorso, dopo la tragica alluvione costata la vita a Mariano Spiga, l'operaio di 67 anni travolto dalla furia del torrente Rio Drucci. Assieme a un amico erano stati sorpresi dalla piena del fiume mentre cercavano di guadarlo a bordo di una Fiat Uno: l'autista si era miracolosamente salvato. I Carabinieri di Sestu avevano recuperato il corpo di Spiga molte ore dopo, due chilometri più a valle, ancora intrappolato nell'auto.
I DANNI Un anno dopo quella tragedia, c'è ancora tanta paura tra gli abitanti dei quartieri dove l'alluvione ha causato i danni maggiori. Un bilancio che alla fine ha registrato oltre 110 scantinati inondati, decine di abitazioni e negozi colpiti, mentre non è stato possibile dopo un anno avere una stima delle automobili danneggiate. E mentre da via Bologna a via San Gemiliano, passando per le vie Monserrato, Carbonia e via Michelangelo, le trincee di sabbia ricompaiono in ogni temporale, nel letto del Rio Matzeu (sino al bivio per Elmas) e nel canale Sa Cora, gli operai del Comune e del Genio Civile stanno lavorando da mesi per allargare gli argini e abbattere le barriere che avevano provocato le inondazioni. «Abbiamo già ottenuto un milione e 600 mila euro per i primi due lotti di interventi», spiegano il sindaco Aldo Pili e Sergio Cardia, assessore all'Urbanistica: «Abbiamo cantieri nel canale Sa Cora, dalla via Sant'Esu alla confluenza col Rio Sestu: abbiamo interamente pulito, risagomato e ricostruito gli argini del torrente. Un secondo intervento a ridosso della ex statale Carlo Felice, nella parte finale del Rio Matzeu: si sta allargando il letto del fiume e costruendo le sponde in cemento armato, così da eliminare l'intralcio che ha provocato i danni alle aziende dell'area industriale. Lavori che verranno finiti entro l'anno, mentre il terzo lotto, già finanziato con un altro milione di euro dalla Regione, servirà a sistemare il tratto di Rio Sestu dalla ex statale sino a Elmas e il tratto da via Sant'Esu a via San Gemiliano. Abbiamo altri 450 mila euro per sistemare il ponte nel rio Sa Cora, ma ci serve un milione di euro per completare il canale».
IL RICORDO Sabato pomeriggio, nei saloni della Pro Loco, è stato organizzato un recital teatrale per ricordare la tragedia dell'alluvione, preceduto dalla presentazione del libro “22 ottobre 2008” del giornalista Angelo Pani. La manifestazione servirà anche a ricordare le nove vittime dell'alluvione del 1946, avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 di ottobre. Una giornata della memoria che non scaccia le inquietudini degli abitanti di via Bologna, minacciati dalla presenza del Rio Su Pardu: un antico torrente che ricompare solo con le piogge. È quello che ha causato i danni maggiori, ma proprio in quella zona il futuro piano urbanistico prevede un'area edificabile di espansione. Nel frattempo, in paese, i titolari di negozi e attività artigianali stanno iniziando a ricevere i primi rimborsi.
MONSERRATO Si lecca le ferite anche Monserrato che, pur senza aver vittime, aveva subito enormi danni in centinaia di abitazioni con strade e automobili invase dall'acqua. La Regione ha assicurato un finanziamento di un milione e mezzo di euro per il primo stralcio della sistemazione idraulica del Rio Sallu, mentre a Selargius sono stati assegnati altri 500 mila euro per il completamento delle opere idrauliche e di protezione delle abitazioni minacciate dal Riu Nou. Danni che non hanno risparmiato Quartucciu che dovrà ricostruire il ponte sul rio Is Cungiaus di via Quartu con un finanziamento regionale di 306 mila euro. Un milione e mezzo di euro, infine, per Quartu Sant'Elena dove a far paura era stato il Rio Foxi: verranno completate le opere idrauliche per evitare inondazioni. I 250 mila euro ricevuti dal Comune di Elmas, infine, serviranno a ricostruire strade e opere pubbliche danneggiate un anno fa.
Chiavi di questa notizia: Dissesto idrogeologico