Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
È pronto il Piano di protezione civile
18/10/2009
autore: Mariagrazia Marilotti
Capoterra. Un anno dopo l'alluvione nuove zone a rischio e tecniche di salvataggio
Il Comune si attrezza in attesa che la Regione si faccia viva
Le linee-guida non arrivano dalla Regione, così il Comune si porta avanti per evitare nuove sciagure legate ad alluvioni e incendi boschivi.
Vedi le foto I l Piano di protezione civile c'è: il Comune di Capoterra, un centro flagellato da alluvioni e incendi boschivi, ha preparato il vademecum per fronteggiare le calamità naturali. È un passo importante per la sicurezza degli abitanti, che fra qualche giorno dovranno commemorare il primo anniversario della morte di cinque persone, uccise dall'alluvione del 22 ottobre 2008.
IL SINDACO Il Piano è stato approvato dalla Giunta comunale in attesa che siano stabilite le linee-guida da parte della Regione. «I cittadini hanno paura, così abbiamo deciso di accelerare i tempi: non potendo contare sulle indicazioni della Regione, ci siamo rifatti a una direttiva nazionale», spiega il sindaco Giorgio Marongiu.
LE NOVITÀ Si è tenuto conto della disastrosa esperienza di un anno fa. Nel nuovo progetto comunale sono state inserite zone non prese in considerazione dal Pai (Piano di assetto idrogeologico), come ad esempio l'area di Rio San Girolamo, perché all'epoca non erano ritenute a rischio. Ora, invece, quelle zone sono catalogate come siti a massimo rischio. Il piano prevede centri di accoglienza per i cittadini in luoghi sicuri, oltre che le procedure per raggiungere le persone a rischio - come anziani, disabili e malati censiti nei quartieri e zone a rischio - e per metterle in salvo. Sono stati individuati percorsi alternativi per evitare ingorghi, presidi nei punti critici e un'adeguata informazione ai cittadini, per evitare di spargere il panico.
NODI DA SCIOGLIERE «Ogni anno il Comune ha compiuto operazioni per prevenzione contro il rischio incendi e idrogeologico», sottolinea Marco Zaccheddu, assessore ai Servizi sociali, «la mattina del 22 ottobre 2008 il comparto industriale e urbano sudoccidentale della Sardegna è andato in tilt, e nella Sulcitana gli automobilisti sono rimasti intrappolati. A chi spetta bloccare il traffico di una strada statale? Non certo al sindaco».
LO STUDO Il piano, scritto dalla società Sinergy e integrato da tutti i servizi del Comune, sarà pubblicato sul sito internet del Municipio. «Abbiamo messo in campo», spiega il sindaco Marongiu, «le risorse che abbiamo a disposizione: certo, non disponiamo di mezzi anfibi per attraversare imponenti masse d'acqua. Gli enti locali sono sempre dimenticati: ci servono i dati meteorologici, dobbiamo poter investire in innovazione e ricerca tecnologica per poter fronteggiare un'emergenza di rilevanza nazionale, come quella di un anno fa».
Chiavi di questa notizia: Dissesto idrogeologico