Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Costa Verde, soldi dalla natura
06/10/2009
autore: Santina Ravì
Arbus. Progetto della Provincia (costo 140 mila euro) presentato al Montegranatico: c’è chi storce il naso
Ambiente come risorsa: esperti siciliani al lavoroIl pool di esperti dovrà studiare come utilizzare le risorse naturali del litorale. Obiettivo: sfruttare meglio l'ecoturismo. Un anno di tempo per ultimare la ricerca. Voci di dissenso al dibattito di presentazione. «Qui abbiamo già troppi vincoli». Da un'isola all'altra. Dalla Sicilia alla Sardegna per mettere a punto strategie di sviluppo sulla Costa Verde, come carta vincente sulla ruota del turismo. Se n'è parlato ad Arbus, nei locali del Montegranatico, dove è arrivato un pool di esperti siciliani. Tre professionisti, incaricati, sulla base di un bando a livello europeo, di un progetto-studio sul tema «La natura come opportunità di crescita e di benessere». Hanno tempo un anno, il costo 140 mila euro. C'era il team manager del lavoro Franco Cavallaro, l'amministratore della ApriAmbiente spa, Valentino Bobbio e il tecnico Giuseppe Iopolo. C'erano anche amministratori pubblici, soprattutto esponenti della Provincia del Medio Campidano, vera anima dell'iniziativa.
PERCHÉ «L'obiettivo», ha detto l'assessore provinciale all'ambiente Giuseppe de Fanti, «è quello di realizzare uno strumento programmatorio, d'intesa con il Comune di Arbus, che traduca il trend positivo dell'ecoturismo in volano di sviluppo socio-economico sull'intero sistema territoriale. Ci sarà un'attività di sportello continua e un sito web per dialogare in qualunque momento con gli esperti». Per dirla breve, si tratta di un matrimonio fra la risorsa ambientale e l'industria turistica.
VINCOLI Quattro i punti obbligati. Si parte dall'attuazione di un'area marina protetta, già in fase di realizzazione, dalla protezione e conservazione delle aree di pregio quali le dune di Piscinas, il verde della macchia mediterranea, i boschi, la flora, con esemplari unici al mondo come il cecio selvatico. E poi la fauna: dai cervi alla tartaruga carretta carretta che quest'anno a Funtanazza è tornata a deporre le uova. Si passa alla fruizione sostenibile delle aree costiere. Si arriva alla valorizzazione ecoturistica dell'area. Si chiude con una governance complessiva che assicuri partecipazione e condivisione delle scelte di medio-lungo periodo.
DUBBI Il modello è quello inglese del "National trust", ma soprattutto il francese "Conservatoire du litoarl". Fra i presenti consensi, ma soprattutto dubbi, scetticismo e perplessità. E anche se non esplicita e chiara, non è mancata una velata contrarietà per l'affidamento del progetto a figure estranee al territorio. «Voi che venite da un'altra isola», ha detto il consigliere provinciale Franco Atzori, «non sapete che Arbus di vincoli non ne può più: ne ha sin troppi. Voi non sapete che qui abbiamo strade turistiche con una carreggiata di 3 metri e mezzo e per giunta con la sbarra. Non sapete che proteggiamo i cervi e cacciamo gli uomini. Lo sappiamo bene: la porta siciliana del turismo è altra cosa».
I DRAMMI E l'arburese Gigi Tatti si è soffermato sul dramma dei giovani. «Qui, ad Arbus- ha detto- abbiamo la materia prima per far decollare il turismo. Invece continuiamo a scrivere e riscrivere programmi. La carta è servita solo a mandar via i nostri ragazzi. Diplomati o laureati che siano, partono tutti. Per loro le porte sono chiuse. Quando li vogliamo aprire anche a loro?». Della stessa idea il consigliere Agostino Pilia: «Che Arbus ha una costa da paradiso è stato scritto in tutte le lingue. Milioni e milioni di locandine pubblicitarie sono arrivate persino al Polo Nord. Ma alla viabilità non ci pensa nessuno? Si sa: senza strade non c'è sviluppo».
Chiavi di questa notizia: Turismo