Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Un'onda nera irrompe sulle spiagge
26/09/2009
autore: Andrea Piras
Allarme a Castiadas e Muravera. La Capitaneria a caccia degli inquinatori
Catrame a Cala Sinzias, Costa Rei e lo Scoglio di PeppinoUn lungo fronte di petrolio e catrame finisce in spiaggia. Allarme a Costa Rei, Monte Turno, lo Scoglio di Peppino e Cala Sinzias. Da Monte Tiurno a Cala Sinzias, da Monte Nai alle spiagge di Costa Rei. E poi Peppino, il meraviglioso scoglio che si tuffa in acqua proprio al confine dei territori comunali di Castiadas e Muravera. È qui, in questo lembo meridionale di Sardegna, che ieri mattina è comparso il catrame. Chiazze nere e viscide che non hanno risparmiato nulla: né sabbie né graniti. L'allarme inquinamento è scattato già dal mattino, quando la guardia costiera di Villasimius è stata allertata per la presenza di una lunga, interminabile scia di idrocarburi in gran parte solidificatisi che hanno raggiunto la costa dopo un viaggio in mare lungo non si sa quanto. Il vento e le correnti di grecale, hanno fatto spiaggiare il catrame. Ma la fonte, l'origine del male non è stata ancora individuata. Una nave fantasma che probabilmente resterà tale. Come sempre, come altre volte. Volontari e protezione civile hanno iniziato a operare da terra, ma gli interventi sono stati di fatti interrotti per via delle proibitive condizioni meteo. Oggi, probabilmente, se le onde dovessero attenuarsi, le squadre dei due Comuni costieri potrebbero rimettersi in moto per ripulire gli arenili dai grumi di catrame. E anche le pattuglie di Seziomare Villasimius della Capitaneria di Porto, coordinata dal comandante Gianni D'Amico, torneranno a Costa Rei e Cala Sinzias per verificare il reale stato dell'inquinamento da idrocarburi. Proprio dagli uffici della Guardia costiera è partita una prima informativa alla Procura della Repubblica ed è scattata la denuncia. Per ora contro ignoti, ma si spera che almeno questa volta i responsabili dello scempio possano essere individuati e inchiodati alle loro responsabilità. È stato il comandante D'Amico a informare il sindaco di Muravera Salvatore Piu e l'assessore al Turismo di Castiadas, Gian Luigi Molinari. Subito dopo la verifica delle notizie sulla presenza dei grummi di idrocarburi arrivate nella sede della Capitaneria. A lanciare l'Sos sono stati, contemporaneamente, due operatori turistici concessionari di postazioni di spiaggia a Cala Sinzias e Costa Rei. Stamani sarà il giorno della verifica. E, si spera, dell'inizio di una campagna di pulizia per impedire alle “gocce” di catrame di insinuarsi sotto la sabbia ma anche di macchiare inesorabilmente le scogliere di ganito di questo tratto della costa del Sarrabus. Furibondo il sindaco di Muravera, Salvatore Piu. «Avevamo chiesto che il sistema di controllo radar militare fosse utilizzato per la vigilanza in mare e il passaggio delle petroliere. Avevamo chiesto di essere tutelati dalle navi assassine che evidentemente continuano impunite a scaricare le loro porcherie in mare aperto. Ecco, non è stato fatto nulla, l'ipotesi non è stata neppure presa in considerazione». Protezione zero, insomma, contro il petrolio. «Chi getta acque luride di idrocarburi non si tocca, eppure queste petroliere che navigano davanti alle coste sarde da qualche parte saranno partite, da qualche parte andranno. Nessuno più crede all'impossibilità di scoprire i responsabili, ma nessuno vuole scoprirli». Sono scudisciate, le parole di Piu. «Scrivetelo, ditelo che i sindaci sono furibondi. Non siamo la grotta azzurra di capri ma siano pur sempre la quinta spiaggia del mondo per bellezza. Importa poco, evidentemente. Forse se questi incidenti, questi inquinamenti interessassero la Costa Smeralda, allora sì che si prederebbero i giusti provvedimenti». Oggi intanto, la Capitaneria tornerà a Costa Rei e Cala Sinzias. E ci saranno anche le squadre della bonifica. Anche se in pochi credono che le ferite alle rocce possano essere curate. Ci sono, ancora, sulle scogliere, quelle inferte negli anni scorsi dal petrolio
Chiavi di questa notizia: Vacanze inquinate