Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Il “no” al gasdotto unisce il consiglio
07/10/2009
autore: A. C.
Provincia. Votata una mozione per spostare la stazione di rilancio fuori dalla Gallura
I l “no” del consiglio provinciale è rotondo. E arriva quasi all'unanimità (14 favorevoli e un astenuto). La Gallura vuole che il tracciato del metanodotto Algeria-Italia vengano modificato e la stazione di pompaggio spostata altrove. Non certo lasciata a quasi cinque chilometri dalla spiaggia olbiese delle Saline, com'è nel progetto attuale. Poi si apre un giallo. In aula l'assessore all'Ambiente, Pierfranco Zanchetta (Pd), fa sapere che Galsi, la società a cui è stato commissionato l'investimento, sta studiando un'alternativa. Da Milano, però, gelano ogni illusione: «L'unica variante possibile è la zona di Venafiorita», quindi sempre in Gallura.
LA MOZIONE Dunque il consiglio provinciale marcia praticamente unito sul fronte del metanodotto Algeria-Italia. In numeri: quasi 900 chilometri di tracciato, di cui 600 in mare fino a una profondità di 2.824 metri. «Nessuno discute sull'importanza dell'opera», comincia Pierpaolo Spano, il consigliere dell'Idv che ha presentato la mozione discussa e votata ieri. «Tuttavia, la vocazione turistica della Gallura mal si concilia con la realizzazione, nel nostro territorio, di una stazione di compressione».
LE DISTANZE Cartina alla mano, la centrale verrebbe costruita a 4.798 metri dalle Saline. E da lì, verso la costa toscana, si dovrebbe snodare una condotta. «L'impatto ambientale è devastante, per questo chiediamo che venga individuato un sito alternativo, possibilmente ubicato lontano da zone abitate e urbanizzate». Nel progetto attuale la stazione risulta a 600 metri dalla 131 bis, a 2 chilometri dalla discarica di Spiritu Santu e dal futuro ospedale del San Raffaele, a tre dall'aeroporto di Olbia.
LE POSIZIONI In aula si capisce subito che maggioranza di centrosinistra e opposizione sono in sintonia. Dall'esponente Pd Tore Derosas («Tuttavia spiace constatare che il progetto è andato avanti senza concertazione, ma attraverso automatismi di delega), a Mario Russu («Bene la richiesta di spostamento, ma siccome le lampadine dobbiamo pur accenderle, non possiamo prescindere dal metanodotto», sottolinea il consigliere Pdl). Fuori dal coro Domenico Mannironi: «Sarò pure considerato un integralista, ma bisogna puntare sulle energie alternative non su quelle rinnovabili», spiega.
LA SOCIETÀ La presidente Pietrina Murrighile non è d'accordo: «Io contesto solo l'attuale ubicazione della stazione, peraltro è sulla linea dei roghi estivi». Zanchetta accende le speranze di una possibile vittoria per la Gallura: «So che la Galsi sta proponendo siti alternativi, seppure non ancora formalizzati al ministero dell'Ambiente». Ma dalla società chiariscono che, al momento, è al vaglio un'unica opzione: «Spostare la centrale di compressione a Venafiorita». Ovvero appena più a ovest, ma niente di più.
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