Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Respinta la proposta dell'opposizione che chiedeva un'indagine immediata sul lungomare

10/04/2002

autore: Roberto Paracchini

Poetto, il Comune decide di lavarsene le mani - No a una commissione scientifica indipendente
Dibattito chiuso, se ne riparlerà tra un anno

CAGLIARI. Tra lunedì e martedì ventitrè consiglieri comunali hanno chiesto la parola. Il Poetto ha fatto il pieno. Se è vero che i componenti dell'assemblea comunale rappresentano i cittadini, anche negli umori e nei sentimenti, la partecipazione al dibattito sul ripascimento del Poetto ne è la riprova. Alla fine della discussione di martedì, verso mezzanotte, è stato detto sì all'ordine del giorno presentato dalla maggioranza. Il documento approva la relazione del sindaco, Emilio Floris (nella foto), e impegna il presidente dell'assemblea, Ghigo Solinas, a riconvocare tra un anno esatto il consiglio comunale sullo stesso argomento: per verificare qual è lo stato del Poetto. In pratica: il Comune fa il Ponzio Pilato e sta a guardare. L'ordine del giorno della maggioranza è stato approvato con 23 sì, 6 no e 1 astenuto (il sindaco). Da parte sua l'opposizione aveva presentato un altro documento in cui si chiedeva l'istituzione di una commissione scientifica autorevole e indipendente in grado di esaminare quanto avvenuto al Poetto, col compito di relazionalere all'assemblea muncipale entro due mesi. Ma il documento è stato respinto con 19 no, 7 sì e 3 astenuti. Tra questi ultimi, oltre al sindaco, anche il Ccd-Cdu. Pasquale Mistretta ha preferito non partecipare alla votazione: nè per la maggioranza, nè per la minoranza. Nella replica finale il primo cittadino ha ribadito quanto aveva affermato nella sua relazione iniziale: se l'intervento di ripascimento della sabbia si dimostrerà sbagliato, l'amminitrazione prenderà i debiti provvedimenti (ma non è stato precisato «quali» provvedimenti). In più: il sindaco Floris ha precisato anche di essere «risentito» verso la Provincia in quanto non è stato informato su l'iter e l'evolversi della situazione. Infine ha rimarcato che, d'ora in avanti, l'amministrazione comunale non dovrà più essere tagliata fuori dal Poetto. Durante il dibattito, invece, la maggioranza si è schierata, quasi unanimamente con l'intervento della Provincia. Fare qualcosa per il lungomare era «improcastinabile», ha affermato Giorgio Angius (capo gruppo dei Riformatori). Tranquillizzante è stato anche il discorso di Pierandrea Lippi (Forza Italia, presidente della commissione consiliare all'Ambiente), che ha precisato come il giacimento marino ha una sabbia simile a quella del Poetto. «Situazione insostenibile», era anche per Aurelio Lai (Udr), che si è appellato, poi, alla speranza che il tempo riporti la sabbia al vecchio splendore. Difesa completa della Provincia «che ha avuto il coraggio di fare», da parte di Gianni Chessa (Ccd) che ha anche aggiunto che «occorrerà attendere uno o due anni». Giorgio Rocca (Forza Italia) ha ripercorso la storia del Poetto spiegando che le anomalie del capitolato d'appalto sono dovute al fatto che «quel documento era funzionale alla sabbia di cava (come previsto inizialmente)». E ricordato che lo studio di impatto ambientale non è previsto per gli interventi di ripascimento. In difesa dei tecnici si è espresso anche Saverio Ferrante (Forza Italia), precisando che si tratta di ricercatori seri che non cambiano opinione a seconda di chi li paga. Ad ogni modo «non sbaglia solo chi non agisce», ha sottolineato Sandro Corsini (Forza Italia). Anche se il Comune «non può più svolgere, sul Poetto, un ruolo di secondo piano» (Piero Strazzera, Forza Italia). Fortemente critici verso Gianni Loy (consigliere del gruppo misto) i consiglieri di An (Stella Onano, Giandomenico Sabiu e Ignazio Artizzu) che l'hanno accusato di aver voluto il dibattito ma «scandalosamente» di non aver partecipato al dibattito. Nel centro sinistra Paolo Frau (capo gruppo dei Ds) ha precisato che era previsto un intervento di ripascimento sperimentale, da svolgersi in due anni: per dare la possibilità di modifiche in corso d'opera, ma «il capitolato d'appalto non è stato rispettato». Tonino Serra (Margherita) ha raccomandato al sindaco di difendere Cagliari anche contro i suoi colleghi di partito (sia Provincia, gestore del progetto di ripascimento, che Comune sono governati dal centro destra). Marco Espa (capo gruppo della Margherita) ha chiesto di puntare, su un argomento così importnate, a un ordine del giorno unitario. E Piergiorgio Meloni (Ds) ha messo in guardia dall'infallibilità dei tecnici, anche dei più bravi, ricordando il caso del Talidomite in cui non era stata fatta un'adeguata sperimentazione.


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