Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Ex Sipsa, veleni a Torregrande

02/10/2009

autore: Nicola Pinna

Allarme bomba ecologica, inquinati suolo e falsa

Non c’è puzza e neppure polvere tossica, ma sotto gli alberi della pineta di Torregrande si nasconde una bomba ecologica. Il sottosuolo è totalmente inquinato, la falda acquifera invasa dagli idrocarburi. Il polmone verde rischia di seccarsi nel giro di pochi anni e l’habitat potrebbe essere totalmente compromesso: per questo sarà necessario completare velocemente le operazioni di bonifica che sono partite da appena qualche giorno. I primi segnali della presenza di sostanze inquinanti nel terreno sono stati raccolti quando è iniziata la dismissione del grande impianto della Sipsa ecologica: la vecchia raffineria (che negli ultimi anni era stata convertita in un impianto per lo smaltimento di farmaci scaduti e rifiuti pericolosi) è stata smantellata, ma nel terreno sono rimaste le tracce degli sversamenti di sostanze inquinanti.
LE ANALISI. Dal momento della dismissione dell’impianto industriale sono iniziate le veri fiche. L’esito delle analisi è preoccupante: la presenza di idrocarburi, secondo le schede realizzate dall’Assessorato regionale all’Ambiente, raggiunge livelli di allarme, soprattutto nella zona in cui si trovavano i serbatoi di gasolio. La contaminazione, sempre secondo la Regione, ha raggiunto la falda e interessa il terreno circostante. «Da poco si è completato il cosiddetto piano di caratterizzazione, cioè uno studio sulla reale situazione dell’area - spiega il dirigente del Settore ambiente della Provincia di Oristano, Piero Dau - Accertata la contaminazione sono iniziate le bonifiche: qualche mese fa c’è stata una conferenza di servizi tra Provincia, Comune di Oristano, Regione e ora gli operai sono al lavoro. Tutte le operazioni sono seguite dai tecnici dell’Arpas».Qualche giorno fa c’è stato un blitz del Corpo forestale per accertare che gli operai incaricati stessero rispettando le autorizzazioni.
LA BONIFICA. L’operazione non è semplice: la squadra che sta lavorando a Torregrande dovrà aspirare tutta l’acqua dalla falda, analizzarla, depurarla e scaricarla nel Tirso. In mezzo agli alberi della pineta sono stati realizzati alcuni “pozzi-spia” che consentiranno di pescare l’acqua direttamente dalle falde. La bonifica di tutta l’area inquinata prevede anche il trattamento dei fanghi: il terreno racchiuso nel perimetro dello stabilimento deve essere accumulato, analizzato ed eventualmente trasferito in una discarica autorizzata. «Per accertare la presenza di sostanze dannose tutta la terra portata su dalle ruspe deve essere sottoposta ad accurate analisi e potrà essere sparsa nuovamente nella zona solo in caso di assenza di materiali nocivi - spiega il dirigente dell’uffi- cio tecnico comunale, Giuseppe Pinna - L’operazione sarà lunga e costosa: tutte le spese sono a carico dell’impresa proprietaria dello stabilimento ». Per evitare che venga compromesso l’- habitat della pineta, che nonostante le discariche abusive è una zona protetta.

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