Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
In giro con la barca elettrica nella laguna di Molentargius
01/10/2009
autore: Pablo Sole
Il sindaco di Quartu Ruggeri illustra il servizio e lancia un appello perché la Regione riprenda il discorso sulla produzione del sale
QUARTU. Non è una gondola e non siamo a Venezia ma l’imbarcazione elettrica appena acquistata dal parco di Molentargius-Saline svolgerà le stesse funzioni della “cugina” lagunare: accompagnerà turisti e visitatori alla scoperta delle bellezze dell’area umida navigando tra i canali. Quando? Fra poco più tre settimane, in concomitanza con la manifestazione «Monumenti all’aperto», il consueto appuntamento promosso dall’assessorato comunale alla Cultura.
«Si tratta di un servizio in più - afferma il sindaco e presidente del consorzio di gestione del parco Gigi Ruggeri - che abbiamo voluto offrire ai sempre più numerosi ospiti del Molentargius-Saline. Il numero dei visitatori è in costante crescita, anche grazie ai servizi già attivati: noleggio bici, aree attrezzate per il footing e il birdwatching, visite guidate. E c’è da sottolineare la grande attenzione delle scuole per l’area umida». Senza dimenticare i turisti che, anche su consiglio degli albergatori, fanno visita ad una delle più importanti zone umide d’Europa e i tanti ricercatori che fanno rotta sul Molentargius-Saline anche grazie «all’inserimento del parco nei circuiti internazionali che si occupano di ricerca scientifica», dice Ruggeri. Le note dolenti però non mancano. E sono principalmente due: il ritardo nella predisposizione del Piano del parco e la mancata ripresa della produzione di sale.
«Nel primo caso - prosegue il presidente - abbiamo inviato una lettera di sollecito ai due professionisti che si stanno occupando dell’elaborazione del documento, al palo da mesi. Nel secondo caso invece la questione è differente, a cominciare dal fatto che sulle saline, sebbene ricadano all’interno del perimetro dell’area umida, l’ente parco non ha competenza». Che rimane invece in capo alla Regione. Ecco perché nell’edificio Sali scelti, sede del consorzio, attendono che dai piani alti di viale Trento si porti a compimento il progetto stilato insieme all’allora presidente Renato Soru sulla ripresa della produzione di sale. «Per prima cosa occorre che la Regione ci affidi formalmente la gestione delle saline - dice Ruggeri -, i finanziamenti dovrebbero già essere disponibili. Mi preme inoltre ricordare che la ripresa della produzione di sale sia un’attività essenziale per il mantenimento dell’equilibrio del sistema parco. L’importante è che si parta da un principio ben preciso: non si può impostare un discorso di tipo industriale, bensì di salvaguardia del sistema artificiale che regola l’ecosistema del Molentargius-Saline e, in definitiva, si deve puntare su una logica di protezione ambientale».
Chiavi di questa notizia: Molentargius